SUPINO
A "PIAN DELLA CROCE"
DUE SPELEOLOGI
SCOPRONO UNA CAVITA'
PROFONDA OLTRE OTTOCENTO METRI
NELLA ZONA DI SANTA SERENA
di DAVIDE MANCINI
(articolo tratto dal quotidiano "CIOCIARIA
OGGI" del 9 settembre 2006)
Una
sensazionale scoperta è stata fatta nei giorni scorsi da due speleologi,
Andrea Benassi e Paolo Turrini, sulla piana di Santa
Serena a Supino.
Dopo 30 ore di esplorazione, gli specialisti hanno individuato una grotta
sotterranea, in località “Pian della Croce”, che ha una
sensazionale profondità, superiore agli 800 metri sotto il
livello stradale.
La zona, finora inesplorata., ha aperto davanti agli occhi dei due speleologi
un mondo finora sconosciuto. Per saperne di più abbiamo intervistato
uno dei due scopritori, Andrea Benassi.
Da quanto tempo esplorate queste zone?
“Da diversi anni. Abbiamo portato a termine l’ultima esplorazione
nei giorni scorsi (da mercoledì 30 agosto a venerdì 1°
settembre, ndc) presso “Ouso di Passo Pratiglio”, che è
la seconda grotta del Lazio con 680 metri di profondità.
Da circa tredici anni esploriamo i Monti Lepini. Dal 2000 siamo impegnati.
nella zona di Gorga, fino ad arrivare al versante di Supino e Carpineto. Abbiamo
anche esplorato la grotta supinese di Monte Fato, profonda 336 metri”.
Benassi e Turrini proseguono:
“Le grotte da noi visitate sono conosciute dagli abitanti delle
zone interessate e da altri speleologi. Alcuni erano arrivati ad esplorare
fino a quota 300 metri di profondità, sul lago semisifonante, noi abbiamo
attraversato questo difficile passaggio con l’ausilio di boccaglio e
muta da sub e abbiamo scoperto !a prosecuzione, fatta di pozzi irrorati d’acqua
in località “Pian della Croce”.
Siamo convinti che prima o poi troveremo un torrente che porta le acque di
Pian della Croce sul versante nord-ovest, a 400 metri sotto il livello stradale.
É importante sapere dell’esistenza di quest’acqua, anche
se sarà difficile sfruttarla per l’uso comune. Abbiamo raccolto
un campione che è risultato molto ricco di carbonato di calcio e di
sali minerali”.
Pensate di tornare in quella zona quanto prima?
“Continueremo a esplorare questi luoghi, anche se non abbiamo trovato
un posto asciutto dove poterci accampare per la grossa quantità d’acqua
presente.
Per il momento, ci prendiamo un pò’ di meritato riposo. In seguito,
provvederemo a trovare una congrua soluzione per scendere ancora più
in basso, sperando di poter trovare li ancora qualcosa di bello da raccontare,
come nel caso attuale”.