SCONTRO
POLITICO PER IL PARCO DEI MONTI LEPINI
Principali fautori dell'iniziativa i partiti
del centrosinistra e i movimenti ambientalistici; contrario il centrodestra
che appoggia i cacciatori. Ma non mancano le eccezioni.
Il
30 giugno presso il Castello “Colonna” in località
Tomacella di Patrica, si è svolto l’affollato
incontro organizzato dal Presidente della XXI Comunità
Montana Dott. Antonio Torriero, già Sindaco di Supino ed
esponente provinciale dello SDI, per esporre ai cittadini le iniziative
volte all’istituzione del Parco Naturale dei Monti Lepini:
progetto sostenuto dalla Amministrazione Provinciale di Frosinone
e dalla stessa Regione Lazio a cui spetta il compito di
rendere formale l’atto costitutivo.
La colorazione politica delle Amministrazioni fautrici
dell’iniziativa, tutte di centrosinistra, ha reso
inevitabile che anche alle diverse posizioni, favorevoli o contrarie la
realizzazione del Parco, venisse attribuita una connotazione politica
Infatti dopo una prima fase interlocutoria nella quale sembrava che Alleanza
Nazionale non escludesse il proprio appoggio all’iniziativa,
alla vigilia dell’incontro di Patrica la Federazione Provinciale
di A.N. ha emesso un comunicato stampa nel quale, molto
chiaramente, ha preso posizione contro il progetto schierandosi
apertamente con le associazioni venatorie.
Pur se la linea di pensiero all’interno dei vertici del centrodestra
non si discosta molto da quella espressa dal partito dell’On. Fini,
è doveroso segnalare la presenza tra gli iscritti e simpatizzanti,
come tra gli amministratori locali che fanno riferimento a quest’area
politica, di posizioni fermamente favorevoli alla nascita
di questa importante iniziativa ambientale.
Si riportano, di seguito, alcuni articoli pubblicati sull’argomento
dalla stampa locale, nonché il comunicato diffuso dalla Federazione
Provinciale di A.N.
PARCO DEI MONTI LEPINI, PRESTO SARÀ REALTÀ.
Articolo pubblicato da “Il Messaggero” domenica
24 giugno 2007
Sarà presto una realtà il Parco naturale dei Monti
Lepini che comprenderà (nel versante ciociaro) i comuni
di Sgurgola, Morolo, Patrica, Supino e Giuliano di Roma.
Sabato 30 giugno alle 16,30 presso il castello della Tomacella, a Patrica,
il progetto, fortemente voluto dalla XXI^ Comunità Montana, sarà
illustrato ai cittadini.
”Il Parco dei Monti Lepini al quale credo in maniera forte, sarà
l'oggetto dello sviluppo economico dei comuni ciociari che saranno interessati.
In un'area in crisi per l'occupazione nell'industria e per l'inquinamento,
il Parco può rappresentare lo sviluppo in termini turistici ed economici.
Abbiamo un enorme patrimonio floristico e faunistico che valorizzeremo”
ha spiegato il presidente della XXI^ Comunità Montana, Antonio
Torriero, che aggiunge: “Le regole le dettiamo noi cittadini,
non ci vengono imposte dall’ alto. Per questo la prima cosa che faremo
sarà il progetto di sviluppo. All'interno del Parco, cioè,
realizzeremo un Piano regolatore.
Non è vero che non si potrà costruire, anzi tutt'altro; e
sarà salvaguardato e potenziato l'allevamento. Gli unici ad avere
qualche handicap saranno i cacciatori che potranno però svolgere
la loro attività più a valle. Con il nuovo Casello a Ferentino
e la sistemazione della Pedemontana dei Monti Lepini, il parco diventa una
necessità - prosegue Torriero - Punteremo soprattutto allo sviluppo
turistico nei week-end.
Ben vengano oasi verdi, ecoalberghi e quant'altro. Puntiamo ad attirare
turismo da Roma e dalla Campania”.
Fondamentale sarà il percorso turistico che si creerà
unendo le province di Frosinone, Roma
e Latina. “Creeremo passeggiate turistiche che dai
nostri comuni raggiungeranno la provincia Romana.
Il Parco che comprenderà Santa Serena dove è stata messa a
norma la strada, potrà contare sulle bellezze di Monte Cacume e le
varie fonti, oltre a Santa Serena anche quella di Sant'Angelo. Invito gli
scettici a seguirci, il Parco sarà il futuro
della nostra terra” conclude deciso Torriero.
Tra i più entusiasti per l'istituzione del Parco, l'esponente dei
Ds e consigliere comunale di Patrica, Carlo Di Cosmo: “Possiamo dire
che il Parco a breve diventerà realtà. C'è una volontà
politica forte da parte della Regione, ma anche di molti cittadini che vedono
di buon occhio la valorizzazione delle nostre montagne. Il Parco è
un'occasione unica.
Non dobbiamo restare ancorati al passato, ma guardare al futuro, il Parco
darà Occupazione, turismo, una prospettiva di sviluppo unica”.
Anche nella Cdl, dopo qualche perplessità, i sindaci Stefano Belli
ed Alessandro Foglietta sono pronti a discutere soprattutto se "ci
sarà vero sviluppo".
ALLEANZA NAZIONALE
CONTRO L’ISTITUZIONE DEL PARCO DEI MONTI LEPINI.
COMUNICATO STAMPA - venerdì 29 giugno 2007
“Le
iniziative intraprese da Antonio Torriero volte all’istituzione,
a suo avviso e di pochi intimi, necessaria del Parco dei Monti Lepini
mettono in evidenza le manovre politiche legate agli interessi dell’attuale
classe dirigente: monopolizzano il territorio infarcendolo di strutture
superflue e per nulla utili ai cittadini, ma, al contrario, sono finalizzate
ad accrescere il loro potere senza tener conto delle reali necessità
della collettività.”
E’
quanto dichiara Enrico Palmegiani, dirigente di Alleanza
Nazionale, prendendo posizione riguardo il prossimo progetto
del Presidente della Comunità Montana Antonio
Torriero.
“Non
è possibile – continua l’alleanzino – avviare
un progetto con comunicati stampa e convegni che dovrebbero culminare
nella decisione dell’istituzione del Parco Monti Lepini scavalcando
il parere delle Amministrazioni comunali, dirette interessate
e depositarie delle esigenze dei territori coinvolti.
Il prodotto di tanta maestria sarà un altro carrozzone
che si affianca a quello già esistente della Comunità Montana,
ente svuotato completamente delle proprie funzioni visto
il proliferare di istituzioni dello stesso tipo di cui si potrebbe fare
a meno.
Il circolo di An di Patrica è fortemente contrario
a tale proposta per molteplici ragioni tra cui le forti limitazioni
che derivano dall’Istituzione del Parco, per esempio le
penalizzazioni per le Associazioni venatorie nelle Zone di Protezione
Speciale, che, grazie alla Regione Lazio di Marrazzo,
negli ultimi tempi hanno visto ridurre drasticamente le aree a loro sfavore.
In ogni caso, e senza mezzi termini, le intenzioni di Torriero e amici
diessini, i soli peraltro invitati al Convegno, sono ben altre che quelle
di occuparsi della tutela e del recupero ambientale, vanno infatti nella
ignobile direzione di creare altri incarichi politici
qualora non bastassero quelli, già tanti, distribuiti in altre
sedi.
Siamo stanchi – conclude Palmegiani – di assistere a queste
penose messe in scena e alla creazione, come ben detto
dal Sindaco di Patrica Stefano Belli, di tante piccole
sezioni dei DS. Mai è accaduto questo con il governo di centrodestra,
mai sono state adottate scelte così discriminanti che avranno,
comunque, vita breve visto il caos che oggi regna a sinistra.”
Critiche
giungono anche da Supino all’ex Sindaco Torriero,
da parte del consigliere di Maggioranza Antonio Boni, il
quale aggiunge:
“E’ un atteggiamento fazioso quello di Torriero,
che da Presidente della Comunità montana qual è tende a penalizzare
la Sua Città perché ancora non ha ingoiata la pasticca
amara della sconfitta elettorale di un anno fa.
Il nostro Paese facente parte della Comunità Montana infatti viene
escluso puntualmente dai benefici che ne possono derivare.
Una domanda a Torriero: Pensa in tal modo di vendicarsi? Con chi, con i
suoi concittadini?
Eppure la Sua autorità le permetterebbe oggi di fare molto per la
Sua terra.
Dove sono finiti i 2 finanziamenti previsti e sbandierati in campagna elettorale
da Torriero per la Città di Supino, finalizzati al recupero
ambientale?
A queste e altre perplessità dia chiarimenti adeguati e doverosi.”
PARCO DEI LEPINI, ORA INSORGONO I
CACCIATORI
Articolo pubblicato da "Il Messaggero" lunedì
2 Luglio 2007
E’ polemica tra le associazione venatorie dell’Ambito
Territoriale di Caccia Fr2 e i sostenitori dell’istituzione del Parco
dei Monti Lepini.
Il pretesto per animare il malumore è un convegno
promosso dalla XXI Comunità Montana al quale “le
Associazioni Venatorie hanno partecipato - fanno sapere - con la speranza
di dare un contributo fattivo e sostanziale ai lavori, chiedendo ripetutamente
di poter intervenire”.
Invece dopo tre ore niente. Fatto sta che hanno abbandonato
l’aula, “un abbandono sofferto - dicono - ma necessario dopo
la situazione venutasi a creare... visto anche il mancato invito anche al
presidente dell’ATC FR2”. La posizione che si voleva esprimere
era quella di avversione totale al disegno del Parco “la
cui scelta - dicono le associazioni venatorie rivolgendosi ai sindaci coinvolti
- è una scelta irreversibile”.
Ma è il binomio tutela ambientale e sviluppo
turistico legato al Parco che non convince: “I due concetti
- sostengono - sono antitetici.
Lo sviluppo turistico si basa, come ovvio che sia, su una presenza
massiccia di turisti.
Ma la presenza massiccia di turisti provoca inevitabilmente
degrado. E’ così per i parchi esistenti. Basta
recarsi nei numerosi parchi romani per avere la riprova
di questo.
I nostri monti, i nostri boschi sono ricchissimi di biodiversità
che verrebbe compromessa fortemente da un turismo massiccio
e poco consapevole”.
Non piace ovviamente ai cacciatori che “la Legge istitutiva dei parchi
esclude in maniera categorica l’attività venatoria”.
Criticata anche l’equazione parco-lavoro. “Quanti posti di lavoro
hanno creato - chiedono - il Parco d’Abruzzo, la riserva di Posta
Fibbreno, i Parchi dei Monti Aurunci e dei Monti Simbruini?”.