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Cari
amici,
grazie alla collaborazione con la Regione Lazio ho il piacere
di presentarvi la prima rassegna cinematografica “SURACI”.
Il tema del “viaggio”, la sua valutazione e la selezione dei
film oggetto della presente rassegna cinematografica evoca sensazioni diverse
per ognuno di noi.
Le drammatiche emigrazioni che hanno segnato la storia della nostra terra
ci accompagnano nelle esperienze individuali di partenze forzate.
I piroscafi stracolmi di emigranti di ieri, sono oggi rappresentate dalle
carrette del mare colme di immigrati.
A volte mi chiedo se il viaggio, in fondo, sia solo l’esperienza di
chi parte e non anche il viaggio della fantasia di colui che resta. Ma viaggiare
non è solo emigrare. È divertimento che può al tempo
stesso essere scoperte, ricerca interiore, fuga, sogno, conoscenza, ritorno
e conquista. Temi ai quali i giovani sanno attribuire una chiara valenza
culturale. Non è forse il viaggio lo sforzo che compie una qualsiasi
comunità, grande o piccola che sia, nel costruire quotidianamente
il proprio futuro? Sono convinto che i film selezionati incontreranno il
favore del pubblico perché trattano davvero temi ed esperienze profonde.
Mi piace ricordare e concludere questa mia breve riflessione con una frase
di Proust, carica di significati, attraverso la quale vi auguro una buona
visione: “Ilvero viaggio di scoperta non consiste nel trovare nuove
terre, ma nell’avere nuovi occhi”.
On.
Alessandro Foglietta
Il Sindaco
La prima rassegna cinematografica vuole essere un’importante appuntamento annuale con una selezione di film d’autore. La nostra ambizione è proseguirla e migliorarla già nei prossimi anni, per farla diventare uno degli appuntamenti più prestigiosi per la nostra comunità e magari sognare un giorno di avere degli spazi regionali o nazionali. Auguro a tutti voi una buona visione.
venerdì
24 agosto- ore 21,00
Auditorium Parrocchia di San Pio X (via La Mola)
Nativity
La storia della natività di Gesù
Un
film di Catherine Hardwicke
con Shohreh Aghdashloo, Keisha Castle-Hughes, Eriq Ebouaney, Ciarán
Hinds, Oscar Isaac, Matt Patresi, Ted Rusoff.
Genere Drammatico, produzione USA, 2006 - durata 101 minuti
circa.
La
Trama
In una piccola città, una ragazza di estrazione modesta di nome Maria
vive la sua adolescenza lavorando per dare un aiuto alla sua famiglia. Un
giorno, tornando a casa, le viene data la notizia che dovrà fidanzarsi
con un uomo della sua stessa città, Giuseppe. Mentre comincia ad
abituarsi all'idea dell'imminente matrimonio, le accade un avvenimento ancora
più sconvolgente... la visita dell'Angelo Gabriele che le 'annuncia'
che partorirà il figlio di Dio. Maria si allontana per alcuni mesi
dalla famiglia per assistere la moglie di Zaccaria, Elisabetta, rimasta
incinta. Quando torna a Nazareth i genitori di Maria e il promesso sposo
Giuseppe non credono alle spiegazioni che Maria dà della sua gravidanza.
Ma Giuseppe vuole darle fiducia. Nel frattempo il Re Erode comincia a sentirsi
minacciato dalla voce diffusa, riguardante una profezia che annuncia che
un nuovo Re sta per arrivare. Ordina dunque ai suoi soldati di far tornare
tutti gli uomini nelle loro città d'origine con la scusa di un censimento.
Erode cerca un bambino al di sotto dei due anni, che qualcuno chiama il
"Messia" per ucciderlo.
Giuseppe torna nella sua città in compagnia di Maria: il viaggio
è lungo e faticoso ma alla fine i due giungono a Betlemme dove, in
una grotta, Maria partorisce il Salvatore dell'Umanità, Gesù.
I Re Magi guidati dalla Stella Cometa raggiungeranno la Santa Famiglia e
renderanno omaggio alla Natività di Cristo con oro, incenso e mirra.
Il
Giudizio
di Gian Luigi Rondi
Articolo pubblicato da Il Tempo, 1 dicembre 2006
martedì
28 agosto ore 21,00
Giardini
Pubblici Toronto (località San Sebastiano)
Sideways - In viaggio con Jack
Un
film di Alexander Payne
con Paul Giamatti, Virginia Madsen, Sandra Oh, Marylouise Burke, Jessica
Hecht, Missy Doty, Alysia Reiner, Shake Tukhmanyan, Duke Moosekian, Thomas
Haden Church.
Genere Commedia, produzione USA, 2004 - durata 124
La
Trama
Le vie del vino sono infinite, ma anche profumate, gustose, limpide come
il cristallo di un balloon. Il gusto di queste emozioni, hanno dato vita
a un film, un road movie, dove l'amicizia fra due uomini di mezza età,
è la dolceamara riflessione sul continuare a essere dei "novelli"
giovani o apprezzare i piaceri della maturità, dell'invecchiamento.
Jack (Thomas Haden Church) è un attore di soap opera in procinto
di sposarsi. Il suo migliore amico Miles (Paul Giamatti), bruttino, dolorosamente
divorziato da due anni, e scrittore non proprio di successo, decide di fargli
un regalo speciale. Una settimana sulle strade del vino della California,
per un piacevole e intenso addio al celibato fra calici di nettare e campi
da golf. Incontreranno anche l'amore, e Miles conoscerà Maya (Virginia
Madsen), che, come lui, vive per la gioia di una buona bottiglia.
Ironico e riflessivo, il film di Alexander Payne, delinea i personaggi,
le loro forze, le loro debolezze, e le mette in parallelo al vino, alle
modalità dell'invecchiamento, di conservazione, di degustazione.
I sette giorni che Miles e Jack trascorrono insieme sono il percorso di
crescita di due uomini, profondamente diversi fra loro, ma legati da un'amicizia
ventennale. La cultura di Miles, espressa da un irresistibile Paul Giamatti
(le sue battute scandiscono il film), si scontra con l'istinto animale e
grezzo di Jack. E le donne per loro vanno di pari passo con il vino. Per
lo scrittore devono essere rare e uniche (come la ex-moglie), da apprezzare
e da sorseggiare nella loro maturità; per il belloccio divo da soap
opera, devono avere l'immediata esplosività di un "frizzantino".
Sideways,lento nell'apertura, ironico nel suo incedere, prende vita attimo
dopo attimo (verrebbe da dire, sorso dopo sorso), quando le vineyards californiane
e le cantine illuminano la scena. E' la sottile magia di un film, che realmente
va lasciato decantare, per apprezzarne le qualità.
Come dice Maya, in uno dei momenti più intensi del film, il vino
è vivo, come ognuno di noi. Nasce, cresce e raggiunge la maturità.
In quel momento, ha un gusto fantastico.
Il
Giudizio
di Andrea D'Addio
A vederli da fuori, sulla locandina lì seduti a fare un picnic, Miles
(quello con la barba) e Jack (quello senza) sembrano proprio due tipi qualsiasi.
E anche il titolo del film, "Sideways" è uno di quelli
che si fa fatica a ricordare, soprattutto se non si sa che in inglese significa
semplicemente "laterali", "obliqui". Solo dopo che si
sarà entrati in sala, saranno state spente le luci e gli occhi avranno
finalmente fissato il grande schermo, ci si comincerà a render conto
che quel biglietto pagato qualche minuto prima e che adesso sta lì
accartocciato in tasca sarà da conservare.
Miles(Paul Giamatti) e Jack(Thomas Haden Church) sono amici fin dai tempi del college. Poco prima che il secondo si sposi, partono per una vacanza da passare fra i vigneti della California. Miles è infatti un grande esperto di vino, oltre che un aspirante scrittore. Tra incontri, situazioni comiche e bizzarre, il periodo passato assieme darà loro modo di riflettere sulla vita e sulle proprie aspirazioni.
La magia della
normalità. E' questa la sensazione che si avvertirà a fine
visione. Payne, qui regista e sceneggiatore (con Jim Taylor), ci parla di
persone comuni e situazioni altrettanto abituali riuscendo a creare un perfetto
connubio tra leggerezza di tono e profondità di contenuti. La malinconia
di Miles, incapace di guardare avanti e affrontare realmente il futuro viene
stemperata da gag e battute a getto continuo, senza evitare che il messaggio
comunque arrivi a destinazione. La passione per il vino diventa così
sia il riflesso di umori e modi di intendere la vita che il filo conduttore
di questo viaggio dal sapore elegante e semplice al contempo. E così
il Pinot nero tanto decantato in un passaggio del film non è altro
che l'emblema della vita del nostro Miles, tanto unico quanto incapace ad
adattarsi all'ambiente che lo circonda. Così come in Election e A
proposito di Schmidt, Payne ci parla infatti di persone che non riuscendo
a comprendere la dilagante frenesia quotidiana stentano a capire quale sia
il loro ruolo nella società.
Una sceneggiatura magnifica (che richiama talvolta il miglior Woody Allen
nonché i fratelli Coen) che trova in una regia altrettanto valida
la sua massima realizzazione. Il ritmo è sostenuto, ogni stacco già
rimanda a quello successivo lasciando che le sensazioni dello spettatore
si adagino tranquillamente da una situazione all'altra senza che ci si possa
tirar fuori e pensare un attimo: "E adesso?"
E così anche il simpaticissimo quanto misconosciuto cast rivela le
doti di attori che sono di secondo piano solo perché figurativamente
"normali". In loro non traspare glamour, anzi li possiamo tranquillamente
immaginare lì, nostri vicini di casa dopo una giornata di lavoro,
che brindano in soggiorno alla prima pubblicazione del libro di Miles, magari
progettando un'altra vacanza a base di scampagnate per i campi e buon vino.
mercoledì
29 agosto ore 20.45
Giardini Pubblici Toronto (località
San Sebastiano)
Little Miss Sunshine
Un
film di Jonathan Dayton, Valerie Faris
con Greg Kinnear, Toni Collette, Steve Carell, Paul Dano, Alan Arkin, Abigail
Breslin, Mary Lynn Rajskub.
Genere Commedia, produzione USA, 2006 - durata 101
La Trama
La famiglia Hoover si mette in viaggio su un vecchio pulmino VolksWagen
giallo da Albuquerque verso Redondo Beach per coronare il sogno della piccola
di casa, Olive quello di essere eletta reginetta di bellezza al concorso
Little Miss Sunshine. Non sarà un viaggio facile per i dissidi interni
della famiglia - decisamente singolare - e la morte improvvisa del nonno.
Riusciranno i nostri ad arrivare al concorso in tempo?
Grazie al supporto di tutti e alla mancata sepoltura del nonno, portato
in un lenzuolo nel bagagliaio, Olive arriverà al concorso. A fatica
riuscirà a farsi ammettere e la sua performance di ballo, alquanto
osè, shoccherà al punto la giuria da escluderla da ogni altra
competizione, ma la bambina troverà qualcosa di più importante:
il sostegno incondizionato della sua famiglia.
Il Giudizio
di
Alessandra Levantesi
Articolo pubblicato da La Stampa,
22 settembre 2006
mercoledì
29 agosto ore 22.30 circa
Giardini Pubblici Toronto (località
San Sebastiano)
Quando sei nato non puoi più nasconderti
Un
film di Marco Tullio Giordana
con Alessio Boni, Michela Cescon, Rodolfo Corsato, Matteo Gadola, Andrea
Tidona, Adriana Asti, Ana Caterina Morariu.
Genere Drammatico, produzione Italia, Gran Bretagna, Francia,
2005 - durata 115 minuti circa.
La Trama
Sandro è il giovane figlio di un industriale bresciano. La sua esperienza
quotidiana lo mette a contatto con persone provenienti da diversi paesi
extracomunitari ma la sorte che lo attende gliene farà sperimentare
direttamente le profonde sofferenze. Infatti, nel corso di una vacanza in
barca a vela verrà sbalzato fuoribordo, creduto morto dai genitori
ma salvato e issato a bordo di una 'carretta del mare' che trasporta clandestini.
Qui diventerà amico di due giovani romeni, Radu e Alina. Una volta
sbarcati e alloggiati in un centro di raccolta i tre conserveranno il loro
legame al punto che Sandro chiederà ai genitori di adottarli. I due
però tradiranno la fiducia loro accordata anche se Sandro non smetterà
di sostenerli.
E imbarazzante riferire di questo film di Marco Tullio Giordana. Lo è
perché viene dopo due opere di alto impegno sia civile che cinematografico
come I cento passi e La meglio gioventù. Questa volta qualcosa non
ha funzionato. Giordana, Rulli e Petraglia hanno scritto una sceneggiatura
che non riesce a commuovere e che, sul piano dell'analisi sociale, ingabbia
gli elementi nello stereotipo di buona volontà. Gli scafisti sono
dei 'cattivi' quasi ridicoli. Metà dei clandestini sembra presa da
un casting di modelli. Lo stesso Alessio Boni appare a disagio nel ruolo
dell'industrialotto in bilico tra solidarietà e difesa del proprio
benessere. Si salvano il giovane protagonista Matteo Gadola, che rende credibile
la determinazione altruistica del suo personaggio, e Andrea Tidona che offre
al sacerdote che si occupa del Centro di Accoglienza una ruvidezza carica
di umanità davvero efficace.
E' come se Giordana, dopo l'affresco de La meglio gioventù (che affrontava
decenni di storia italiana attraverso storie individuali), si trovasse in
difficoltà a raccontare una storia collettiva nel 'breve' spazio
di due ore. Quindi lavora di sintesi ed è tentato dalle metafore
visive (come nella sequenza finale) associate ad una fotografia lucida per
una storia 'sporca'. Tutto ciò impoverisce un intento che, anche
in questo caso provenendo da un regista onesto come Giordana, è assolutamente
condivisibile: raccontare le contraddizioni positive e negative di un Paese
come il nostro che si trova a confrontarsi da tempo con l'emigrazione.
Sarà per un'altra volta.
Il Giudizio
di
Paolo D'Agostini
Articolo pubblicato da La Repubblica,
13 maggio 2005
Un
film di Francesca Archibugi
con Giovanna Mezzogiorno, Andrea Miglio Risi, Angel Tom Karumathy, Anna
Galiena, Flavio Bucci, Roberto Citran, Angela Finocchiaro, Mariano Rigillo,
Manuela Spartà.
Genere Drammatico, produzione Italia, 2006 - durata 106
minuti
La Trama
Pollo e Curry hanno diciotto anni e poca voglia di impegnarsi a scuola e
nella vita. Pollo è ebreo e figlio di un padre intransigente e una
madre svampita. Curry è indiano e figlio adottivo di una psicologa
emotiva e di un giornalista fedifrago. Bocciati alla maturità partono
in vacanza "premio" per l'India dove, fuori dai circuiti turistici,
incontreranno Chiara, ginecologa di una Onlus internazionale. Nel deserto
del Thar proveranno finalmente interesse per la vita: Pollo si innamorerà
di Chiara e del suo coraggio, Curry cercherà la madre naturale e
le sue origini. Torneranno a casa e all'occidente col "brevetto di
volo".
Se l'ultimo film di Francesca Archibugi non aggiunge molto alla sua poetica
dell'adolescenza, aggiornata al 2007 e ai suoi giovani con nessuna pretesa
di cambiare il mondo in cui vivono, non manca di stupire perché sembra
l'unico rimasto a raccontare con credibilità i ragazzi e tutto ciò
che li riguarda: i gesti, il gergo e quel misto adolescenziale di vulnerabilità
e sfacciataggine.
Lontani da esami "mondiali" di maturità e da amori per
sempre sul Ponte Milvio, lontani dall'essere intraprendenti e "fichi"
dentro un filmetto di formazione che ripensa ai "migliori anni della
nostra vita", i due protagonisti a lezioni di volo sono normali, prematuri
e bocciati, sono ragazzi a cui bisogna dare tempo e respiro per scoprire
chi sono. Archibugi torna a fissare sulla pellicola i cicli di crescita
dei figli e quelli di appassimento dei genitori.
Genitori ribelli e disillusi, che si misuravano coi grandi temi sociali
e politici, hanno generato figli sommessi e immaturi, che si chiedono poco
o nulla, difficili da lasciare andare per paura della solitudine o per paura
che si facciano troppo male. Figli inconcludenti che la regista osserva
senza giudicare, cercando di comprenderne il mondo.
Figli che provano a crescere lontani da famiglie affettive che evitano i
contrasti e che li tengono al riparo da tutto, soprattutto dalla vita. Nel
cuore materno e pulsante dell'India c'è una giovane donna "normativa"
che insegnerà loro regole e responsabilità, il gusto delle
grandi sfide e la fatica della competizione. Archibugi riconferma i modi
della commedia per trovare un respiro quotidiano a una storia di amori e
dolori giovanili, di ragazzi che si sentono drammaticamente superflui e
inadeguati ad affrontare i mali della crescita, che arriverà senza
clamori sui tetti di Roma, centro storico prima circoscrizione.
La lievità della Archibugi sostiene ancora una volta la concretezza
della materia scelta: i ragazzi e il loro compito generazionale. Bentornata.
Il Giudizio
di Roberto Nepoti
Articolo pubblicato da La Repubblica, 16 marzo 2007
Venerdì
7 settembre ore 20.45
Palestra
Polifunzionale Scuola Media
Un tocco di zenzero
Un
film di Tassos Boulmetis
con Georges Corraface, Tassos Bandis, Basak Köklükaya, Ieroklis
Michaelidis, Renia Louizidou, Stelios Mainas, Tamer Karadagli, Markos Osse.
Genere Drammatico, produzione Grecia, Turchia, 2003 - durata
108 minuti
La Trama
Fanis, professore di astronomia ad Atene, deve rimandare le sue vacanze
per l'arrivo improvviso di suo nonno che non vede da anni. Organizza un
pranzo per lui e per i suoi amici, ma nonno Vassilis non arriva. È
l'occasione per Fanis di fare un viaggio indietro nella memoria, al tempo
in cui, bambino, passava la gran parte del tempo a giocare con l'amata Saime
nel negozio di spezie del nonno a Costantinopoli, e poi al giorno della
deportazione in Grecia e a come la sua vita ne sia stata segnata per sempre.
Conosciamo così una famiglia in cui la cucina ha un ruolo fondamentale
e le cui vicende sono sì centrali, ma sono anche il mezzo per raccontare
una storia più ampia, quella del sanguinoso rapporto tra Turchia
e Grecia nel secondo dopoguerra.
Inizia in maniera suggestiva questo film, turco-ellenico come la famiglia
che ne è protagonista, per poi incanalarsi in binari più consueti.
Il passaggio dal presente narrativo al ricordo di Fanis avviene con un lungo
piano sequenza, misto di animazione 3D e riprese dal vero, di squisita fattura
e assai originale. Purtroppo, l'estro registico di Boulmetis non è
bissato in sede di scrittura, e infatti gli sviluppi della storia sono poco
convincenti e alcune scene risultano poco funzionali e fuori contesto, sebbene
il film resti gradevole e aggraziato fino alla fine. Giudizio sicuramente
positivo, purché si faccia finta di non vedere la enorme similitudine
con Nuovo Cinema Paradiso, sicuramente non casuale. Un consiglio: da vedersi
assolutamente a pancia piena, perché fa venire l'acquolina.
Il Giudizio
di
Roberta Bottari
Articolo pubblicato da Il Messaggero, 18 Marzo 2005
Un
film di Daniele Luchetti
con Stefania Montorsi, Giampaolo Morelli, Martina Merlino, Alberto Cucca.
Genere Commedia, produzione Italia, 2003 - durata 108 minuti
circa.
La Trama
Martina detta Meggy, quattordicenne in cerca di avventure, evita la solita
vacanza con gli scout e decide di trascorrere qualche giorno con la zia
Stefania, trentenne nevrotica, reduce dal fallimento di un'importante storia
sentimentale con il belloccio Andrea. Martina convince Stefania ad accompagnarla
a Ios, dove è intenzionata a perdere la verginità. Nell'isola
c'è però anche Andrea, che cerca di dimenticare Stefania a
furia di spinelli e dolci al cioccolato. Martina lo conosce e tenta di imbastire
una relazione con lui, consigliata all'uopo dalla zia Stefania, ignara che
il possibile fidanzato della nipote è il suo ex. Dopo una notte di
sbronze, i nodi vengono al pettine, e Stefania e Andrea sono costretti ad
affrontare la realtà del loro sentimento.
Dopo alcuni film di buon impegno, Luchetti, con la complicità della
moglie Stefania Montorsi, soggettista e co-sceneggiatrice, si rituffa nella
pura commedia, forse la cifra stilistica che gli riesce meglio. Nonostante
la simpatia dei protagonisti, una sceneggiatura attenta a non scadere nella
sociologia spicciola ed un originale lieto fine in musica che stempera la
propria banalità obbligata, la pellicola però non decolla,
finendo per essere troppo superficiale per finire sotto pelle. Menzione
speciale per l'esordiente Martina Merlino, interprete naturale con un viso
simpatico e, vivaddio, un fisico non da lolita pre-confezionata.
Il Giudizio
di
Paolo D'Agostini
Articolo pubblicato da La Repubblica, 05 aprile 2003
Federico
Fellini descriveva invariabilmente quello che stava facendo, anche se stava
facendo un capolavoro e anche se ne era consapevole, come un "filmettino".
Non sarà pertanto un disonore per Daniele Luchetti, il regista che
ha contribuito in maniera così decisiva a identificare e consolidare
il nuovo cinema italiano degli anni Novanta, e ad affermarne con Il portaborse
e con La scuola alcuni dei più significativi consensi, rilevare la
"piccolezza" del suo nuovo film Dillo con parole mie.
Non che sfugga lo spirito di esplorazione e perfino di ricerca linguistica
che egli ci ha messo dentro. Non che si tratti di un prodotto tirato via
o sciatto, al contrario. Può anche darsi che il suo deliberato orizzonte
adolescenziale riesca a cogliere nel segno, questo lo dirà il botteghino:
ma è che esso risulta un po' artificiale. Sembra, appunto, uscito
da un laboratorio più che da una necessità o da un'urgenza
creativa realmente sentite.
Tema: quello di una teen-ager grassottella e intraprendente che si è
data un preciso obiettivo, quello di perdere la verginità entro la
fine delle vacanze estive. Il piano prevede di far perdere le proprie tracce
tanto al gruppo scolastico avviato al campeggio quanto ai genitori, per
convincere la zia permissiva e - suo malgrado - temporaneamente single a
farle da guida nella ricerca del "tipo giusto". Che si svolgerà
su un'isola greca, scelta per la sua fama come ideale complice per quello
che c'è da fare.
La situazione da commedia degli equivoci che si produrrà (diciamo
che ciò che la zia ha momentaneamente perduto e ciò che la
ragazzina smania per trovare s'incarnano nella medesima persona, senza che
ovviamente nessuno dei contraenti se ne renda conto fino alla fine) serve
sicuramente a tenere allegri per un'oretta e mezza.
Resta l'interrogativo, più una perplessità che un'opinione
negativa, su che cosa c'entri tutto questo con il quarantenne regista delle
opere già citate, probabilmente scottato dall'esito dell'ingiustamente
sottovalutato Piccoli maestri, il precedente film del '98 al quale Luchetti
era rimasto fermo.