Individuate
in un terreno della località “Ortelle” dal Dott. Bianchi
Fasani Pompilio
IL PAESE SCOPRE LE MURA CICLOPICHE
Quello
che per tanto tempo era solo un sospetto, si è rivelato come una
certezza
Articoli
pubblicati dal quotidiano "La Provincia" Venerdì
7 settembre 2007
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Sopra:
particolare di una foto aerea risalente al 1944 nella quale si può
notare il tracciato ad "L" delle mura oggi non più
visibile perchè coperto da recenti costruzioni. |
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i
grandi blocchi che affiorano dalla vegetazione sui quali, in epoca
recente, si sono edificate strutture in cemento armato.
A breve saranno iniziate le operazioni di pulizia dell'area curate
dall'Associazione Culturale "Le Ortelle Borgo risorto"
che permetteranno di osservare in condizioni migliori il manufatto
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La scoperta è di quelle che faranno parlare
molto, soprattutto nell’ambito culturale della Ciociaria,
perché dopo Veroli e Alatri anche Supino
avrà le sue mura ciclopiche poligonali.
Quello che per anni è stato il dubbio, forse il pallino, dello studioso
Pompilio Bianchi Fasani è diventata una certezza
ed ha tutta l’aria di rivelarsi come una delle scoperte culturali
più importanti degli ultimi anni per la città di
Supino.
Da tempo, infatti, Pompilio Bianchi Fasani, uscendo dalla sua abitazione
in località “Ortelle” - ai piedi della
suggestiva altura di Santa Serena - si chiedeva se quelle
rocce coperte da rovi ed erbacce di fronte alla sua abitazione, molto simili
a quelle studiate sui libri, ma soprattutto a quelle che hanno fatto la
fortuna culturale delle città di Veroli, Anagni
ed Alatri, non avessero la stessa antica fattura.
L’occasione, dopo anni di inchieste personali fatte tra la popolazione
locale, ma anche attraverso i pochi testi antichi relativi alla storia di
Supino, è arrivata due giorni fa quando in occasione di un sopralluogo
nel paese lepino da parte di due tecnici ed esperti
della Soprintendenza delle Belle Arti di Roma e
Frosinone, Pompilio Bianchi Fasani si è ricordato di quelle
strane rocce vicino casa.
Di ritorno dal sopralluogo presso l’antico eremo
che si trova lungo la strada di Santa Serena, i due tecnici sono stati,
cosi, invitati a recarsi sul sito di via Ortelle e, dopo una prima sommaria
analisi hanno confermato quelli che fino a quel momento
erano solo sospetti: in via Ortelle, presumibilmente risalente al
III o IV secolo avanti Cristo (epoca repubblicana), sorge ancora
l’antica cinta di mura poligonali di seconda maniera,
del tipo, per intenderci, architettonicamente simile a quelle rinvenute
sul territorio di Veroli.
Una conferma netta arrivata dopo aver esaminato anche la cartografia
risalente al periodo della Seconda Guerra Mondiale, all’interno
della quale i tecnici della Soprintendenza hanno individuato l’antica
cordata, perfettamente visibile ad occhio nudo.
La conferma ha ovviamente fatto la felicità di Pompilio Bianchi Fasani,
che dopo aver comunicato l’importante scoperta al proprietario del
terreno su cui è stato eretto il preziose reperto ha anticipato la
scoperta ai colleghi dell’Associazione “Le Ortelle” “Adesso
noi dell’associazione provvederemo ad una prima bonifica delle rocce.
La parete sarà sgomberata da tutte le erbacce ed i rovi per permettere
un successivo controllo".
A questo punto ci troviamo di fronte al terzo sito archeologico della città
di Supino, dopo l’individuazione dell’area di Privito dove sorgeva
un antico santuario volsco e quello della villa romana risalente al I secolo
dopo Cristo. che è stato oggetto di studio anche recentemente.
M. L. L.
L’antico
reperto recuperato nel sito di Privito e poi scomparso
ALLA RICERCA DELLA STATUA PERDUTA
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Fotografia
della statuetta in bronzo rinvenuta in località Privito
e successivamente scomparsa. |
Grazie
alla visita degli impiegati della Soprintendenza delle Belle Arti,
un’altra importante ricerca storica sarà compiuta
dal paese di Supino. Sempre su segnalazione di Bianchi Fasani dell’Associazione
“Le Ortelle”, si procederà, infatti, alla denuncia
ufficiale della scomparsa di un reperto
archeologico importantissimo: la statuetta in bronzo
risalente all’epoca preromana, ritrovata oltre 50 anni fa nell’antico
santuario volsco e andata persa con lo smantellamento del
sito. Anche di questo si occuperà la Soprintendenza.