I Consiglieri Antonio Boni e Massimo Bailonni disertano il Consiglio Comunitario come protesta contro il totale disinteresse dimostrato verso il nostro paese dall'Ente Montano
“XXI COMUNITÀ MONTANA: NON PIÙ 9 I COMUNI DEL COMPRENSORIO MA SOLO 8, SUPINO E’ STATO ESCLUSO!”

Il Consigliere Comunale con delega alla Comunità Montana Antonio Giacinto Boni
Supino, 20 Settembre 2007

“I nove Comuni del comprensorio della XXI Comunità Montana sono stati ridotti a otto, Supino è stato infatti “defenestrato” dal Presidente Antonio Torriero!”

Questa la dichiarazione congiunta dei consiglieri comunali Antonio Boni e Massimo Bailonni, consiglieri comunali di Supino con delega alla Comunità Montana.

Sembra una battuta ma è la realtà dei fatti - affermano Boni e Bailonni nella loro nota - il carrozzone guidato da Torriero potrebbe essere un utile strumento per lo sviluppo economico e territoriale di Supino come degli altri centri che ne fanno parte, al contrario e solo un mezzo per garantire una poltrona comoda a chi non può più fare il sindaco a Supino per volontà della cittadinanza che lo ha estromesso.

E’ per tale ragione che il suo operato va in direzione contraria a quello del nostro Comune, quasi volesse vendicarsi per essere stato costretto a lasciare l’incarico di primo cittadino.
Basterebbe pensare ai finanziamenti deliberati dalla vecchia giunta che sono stati completamente dimenticati nei cassetti o forse cestinati, alle ripetute richieste, mai accolte, di inviare operatori e mezzi della Comunità Montana a Supino per eseguire importanti interventi di manutenzione.
Chi crede di penalizzare, così facendo, Torriero, la maggioranza che governa attualmente o il Paese? In campagna elettorale proclamava grandi opere e grandi avanzamenti per la Città, ora che potrebbe non lo fa.
I cittadini vogliono sapere quale è la ragione. Ci chiarisca il Presidente della Comunità montana quale è il suo obiettivo nel colpire proprio il luogo a lui tanto caro.
Siamo davvero scandalizzati da tale atteggiamento – concludono Bailonni e Boni – a tal punto che riteniamo praticamente inutile partecipare all’odierno Consiglio Comunitario, ormai lontano dai criteri di democrazia e partecipazione.”