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L'On. Luisa
Morgantini (a sinistra) con l'On. Malalai Joya. Il Vicepresidente
del Parlamento Europeo è una delle principali sostenitrici
ed alleate della Parlamentare Afgana nella lotta per i diritti
civili. |
Articolo
pubblicato da: “Ciociaria Oggi”
domenica 14 ottobre 2007 -
di Davide Mancini
Ieri
mattina in un’aula consiliare gremita all’inverosimile
si è svolto l’interessante incontro
con la parlamentare afgana, Malalai Joya, promosso dall’On.
Luisa Morgantini, Vicepresidente al Parlamento Europeo,
e dalla Giunta comunale di Supino.
Hanno partecipato all'evento il Sindaco di Supino On. Alessandro
Foglietta, il Presidente del Consiglio Comunale di
Supino Dario De Santis, i consiglieri di maggioranza
Franca Coggi, Antonio Giacinto Boni,
Luigi Pizziconi, i consiglieri di minoranza Gianfranco
Barletta, Antonio Petrucci ed Enrico
Zuccaro, i Comitati festeggiamenti, le Associazioni
culturali e sportive, la Scuola, con il dirigente scolastico,
professor Michele Incelli, e tanti bambini che ad essa
appartengono. Fra
gli ospiti della giornata, anche l’onorevole Salvatore Tatarella,
il presidente del consiglio comunale di
Firenze Eros Cruccolini e la responsabile del Coordinamento
italiano a
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Il caloroso
abbraccio dei presenti all'On. Malalai Joya nella foto insieme
al Vicepresidente del Parlamento Europeo Luisa Morgantini ed al
Dirigente Scolastico di Supino Prof. Michele Incelli |
sostegno
delle donne afgane.
La
manifestazione è iniziata con un grosso applauso
all’arrivo della parlamentare afgana, Malalai Joya, e dell’onorevole
Morgantini che ha voluto fortemente questo incontro alla pari della Amministrazione
comunale lepina. Le operazioni di benvenuto, curate con puntualità
dal presidente del consiglio comunale, Dario De Santis e
dal Sindaco che hanno fatto gli onori di casa. Dopo
i vari interventi di protocollo da parte di tutti gli invitati all’incontro,
che ha riscosso successo anche nei semplici cittadini
supinesi, da sempre sensibili a certi tipi di manifestazione, ha preso la
parola il capogruppo di Unione per Supino, Gianfranco
Barletta, che, dopo aver salutato la parlamentare afgana e
l’onorevole
Morgantini ha proposto al Sindaco ed a tutta la Giunta comunale la possibilità,
nella prossima assise comunale, di
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| Foto sopra: una bella immagine dell'On.
Malalai insieme all'On. Morgantini e mentre riceve il saluto del Sindaco
dei Ragazzi Melinda Corsi. |
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| Il discorso del Capogruppo di opposizione
Dott. Gianfranco Barletta che ha proposto la stesura di un atto formale
del Consiglio Comunale di adesione alle attività dell'On. Malalai. |
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Il discorso
del Sindaco di Supino On. Alessandro Foglietta. Alla sua destra
il Presidente del Consiglio Comunale di Supino Dott. Dario De Santis |
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L'intervento
del Presidente del Consiglio Comunale di Firenze Eros Cruccolini.
L'On. Malalai ha recentemente ricevuto il Giglio d'Oro come massimo
riconoscimento da parte dell'Assise Comunale Fiorentina. |
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L'On. Luisa
Morgantini con il Sindaco dei Ragazzi Melinda Corsi |
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L'On. Malalai
Joya con il Vicesindaco dei Ragazzi Chiara Alessandrini |
trovare
il modo di sostenere la Parlamentare Malalai Joya attraverso
un atto concreto da parte della Giunta supinese.
Bisogna ricordare, che Malalai Joya, giovane deputata afgana
è stata sospesa per le sue accuse
contro i "signori della guerra" lo scorso 21
maggio 2007 dal Parlamento di Kabul.
Malalai Joya, 30 anni, eletta nella provincia di Farah,
aveva pronunciato un duro atto di accusa contro i "signori
della guerra" già nel dicembre del 2003, un
intervento che le è costato minacce di morte e di stupro,
intimidazioni ma anche vere e proprie aggressioni.
Ora l’espulsione di Malalai dal Parlamento e i limiti
posti alla sua libertà di movimento e di espressione sono
atti illegali e gravissimi.
Per questo il consigliere di minoranza ha proposto al Primo
cittadino una mano concreta per aiutare questa giovane Parlamentare.
Il Sindaco ha accolto la proposta del consigliere Barletta,
confermando la massima disponibilità a sostenere la causa
di Malalai, sottolineando anche l’ottimo spunto della minoranza
e impegandosi a dare il massimo apporto alla Parlamentare afgana. "Era
un atto dovuto - ha confermato il Sindaco - per la nostra
profonda ricoosc enza a quelle donne, come Malalai che lottano per degli
idelai sani e costruttivi e soprattutto per la lotta che questa donna ha
intrapreso contro i signori della guerra".
Dopo il discorso del Primo cittadino
è stata la volta dell’onorevole Morgantini
che ha presentato brevemente la storia di Malalai, successivamente
ringraziando il Sindaco, l a Giunta, le scuole, e soprattutto i supinesi.
In chiusura proprio la parlamentare afgana ha voluto raccontare il suo punto
di vista a tutti i presenti: "Ringrazio tutti per l’accoglienza
- esordisce la Parlamentare afgana -, soprattutto per quello che
molti fanno per i diritti delle donne afgane. Sono onorata di essere stata
premiata, e ricevuta, quanche giorno fa dal Comune di Firenze. È
un appoggio – asserisce Malalai Joya - molto importante
per la lotta che sto portando avanti. In realtà queste sono cose
che danno tanta forza ad andare avanti e di lottare. Grazie per questo apporto
che date per la democrazia. Arrivo da un paese che vive una grande tragedia,
è stata condotta una guerra per la liberazione delle donne, ma con
scarsi risultati. Nel nord dell’Afganistan questa libertà è
anche è peggiorata, ed il problema è quello della sicurezza.
Molti milioni di dollari - conferma Malalai Joya - sono
stati spesi dai signori della gu erra, che sono riusciti anche ad avere
una forte influensa sulle donne del Parlamento afgano, tranne con la sottoscritta.
Spero che un giorno tutto ciò possa cessare".
A concludere la prima parte della giornata la consegna delle targhe ricordo
dell’evento ai Parlamentari e politici presenti.
La giornata si è conclusa nell’oratorio della chiesa della
Madonna di Loreto co n il racconto di Malalai Joya
ai presenti, e con l’intervento della vicepresidente del
Parlamento europeo, onorevole Luisa Morgantini.
Afghanistan:
Deputato Joya, l'Italia non si appiattisca sugli USA
Nota AGI - Roma, 11 ottobre
L'Italia sostenga di più le forze democratiche afgane,
oggi "strette nella morsa tra l'alleanza del Nord al potere
e i talebani, che si fanno sempre più forti".
La più giovane parlamentare afgana, Malalai Joya,
29 anni, ha fatto precise richieste al governo italiano dal palco del convegno
"Le donne, un filo che unisce mondi e culture diverse",
organizzato a Roma da Telefono Rosa.
Nota per i suoi attacchi contro i signori della guerra,
i trafficanti d'oppio e i fondamentalisti islamici
che a suo dire sono tutti responsabili del caos in cui vive il Paese,
Joya ha chiesto di fatto all'Italia di "scostarsi dalla linea
degli Stati Uniti" e di "combattere i talebani
con l'arma della democrazia" e non con quella "della
sicurezza".
Quella condotta dagli Usa, secondo Joya, che vive sotto scorta ed è
scampata a quattro attentati, "è una finta lotta per la democrazia
e contro il terrorismo", che "sacrifica la libertà
del popolo afghano in nome della sicurezza".
Espulsa dal Parlamento di Kabul a maggio per aver pronunciato
un discorso contro il ritorno dei signori della guerra sulla scena politica,
Joya è convinta che "fino a quando i fondamentalisti
rimarranno al potere non c'è alcuna speranza che le cose possano
cambiare in Afghanistan".
La comunita' internazionale, ha detto, "deve aiutarci a spodestare
la finta democrazia che oggi è al potere e conquistare la vera libertà",
che deve passare per "la promozione dei diritti delle donne",
che vivono in "una situazione persino peggiore di quella sotto
il regime talebano". E se è vero che nel Parlamento
di Kabul siedono 67 donne su 249 deputati,
ha spiegato, "il Paese è lontano dall'avere una rappresentanza
femminile, perchè la maggior parte di loro è fondamentalista
ed esegue passivamente le direttive degli uomini".
Profilo
di Malalai Joya, Deputato al Parlamento Afgano
Malalai
Joya, nata il 25 aprile 1979, sposata, deputata del Parlamento
Afgano dal 2005.
Figlia di un ex studente di medicina rimasto privo di un piede durante
l’invasione Sovietica dell’Afghanistan, Malalai Joya nel 1982,
a soli 4 anni, lascia con la famiglia il suo paese per i campi profughi
di Iran e Pakistan.
Terminati gli studi in Pakistan, inizia ad insegnare
all'età di 19 anni nei corsi di alfabetizzazione
per donne.
Dopo il ritiro sovietico, Malalai Joya torna in Afghanistan nel 1998,
durante il regno dei talebani.
Durante quel periodo istituisce un orfanotrofio e una
clinica e in breve tempo diventa una tenace oppositrice
del regime dei Talebani. Malalai
Joya è anche direttore del gruppo non governativo, "Organisation
of Promoting Afghan Women's Capabilities" (OPAWC),
attivo nelle province dell’Afghanistan occidentale di Herat
e Farah. Oggi
è considerata una delle principali attiviste nel
campo della difesa dei diritti umani e delle donne. Ha
guadagnato fama internazionale opponendosi apertamente ai “signori
della guerra” e chiedendo che i criminali fondamentalisti,
dentro e fuori dal governo, venissero processati
da una Corte Internazionale.
L'On.
Malalai Joya è stata espulsa, a larga maggioranza,
il 21 maggio 2007 dal Parlamento afgano,
che l’accusa di aver violato il regolamento sulla condotta parlamentare
(l'articolo 70, infatti, proibisce ai rappresentanti eletti di criticarsi
fra di loro). In un'intervista ad una TV locale Malalai Joya aveva infatti
accusato i membri del Parlamento afgano di essere "criminali
e nemici del popolo afgano", e aveva contestato
alla maggioranza dei suoi colleghi di coltivare affari criminosi,
oltre a mantenere un atteggiamento antidemocratico e fondamentalista
verso il loro impegno politico.
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Malalai Joya ha dichiarato che si tratta di un attacco politico
contro di lei, e che lei continuerà la sua lotta contro i “signori
della guerra” ed i nemici del popolo afgano.
Si è detta pronta ad apparire di fronte ad una corte indipendente
e ha dichiarato che userà questa opportunità per denunciare
i nemici dell'Afghanistan attraverso la corte stessa.
Alla parlamentare afgana non è mancato il sostegno
di centinaia di suoi connazionali che hanno manifestato
nel maggio 2007 a Kabul e in tutte le principali città
afgane per chiedere il suo reintegro in parlamento. Iniziative
e sit-in di protesta per l'espulsione di Malalai Joya si sono svolti anche
in altri paesi del mondo dall'Italia alla Spagna,
dal Canada all'Australia, agli Stati
Uniti. Da
allora ha ricevuto numerose minacce di morte e vive costantemente
sotto scorta.
“Per sfuggire alle minacce di attentato cambio continuamente
casa, porto il burqa e mi muovo sempre scortata. Ultimamente sono sfuggita
ad un attentato perché informata da amici”, afferma
in un’ intervista del luglio 2007 a San Rossore (Pisa).
Sempre nella stessa intervista dichiara che tra la popolazione
afgana sta crescendo la disillusione nei confronti delle forze militari
presenti, sulla loro capacità di garantire il rispetto
delle leggi e la sicurezza ai cittadini. Ha inoltre duramente
criticato l'intervento militare in Afghanistan affermando che
nonostante l'impegno dichiarato di riportare la democrazia e la difesa
dei diritti delle donne, nel suo paese si sta registrando la crescita
della dominazione dei “signori della guerra” e della droga,
che si annidano dentro lo stesso governo.
Il
costante impegno civile e democratico di Malalai Joya
è stato formalmente riconosciuto a livello nazionale e internazionale,
prima con il premio afgano “Malalai of Maiwand”
nel 2001, poi con il premio “Donna dell’Anno”
assegnato dalla regione Val d’Aosta nel 2004, infine
con il premio per la pace coreano: “Gwangju Human Rights
Award” nel 2006.
Il comune di Firenze le ha conferito il “Giglio
d’oro” per il suo impegno politico e sociale nel
campo dei diritti umani e dei diritti delle donne.
Info
su http://www.malalaijoya.com
oppure http://malalaijoyaitalia.blogspot.com