Alla ricerca dei primordi della Civiltà Supinese
Potrebbero confermare la presenza di un antico insediamento abitativo i resti delle mura rinvenute in località Ortelle. Presto un Convegno farà il punto della situazione

Con molta probabilità la storia delle origini di Supino dovrà essere rivista, retrocedendo di molto la data che fissa l’inizio di un insediamento umano stabile e autonomo nel nostro territorio.
Gli indizi in effetti non mancano e anche se, allo stato attuale, non è possibile avere autentiche certezze, sono sempre di più gli storici e gli appassionati che sono convinti dell’esistenza di un centro abitato organizzato di epoca pre-romana nell’area occupata dall’attuale abitato.

Uno dei più attivi esponenti di questi studiosi è senz’altro il Dott. Pompilio Bianchi Fasani che da anni svolge un incessante lavoro di ricerca e di valorizzazione del patrimonio culturale supinese, reso visibile anche attraverso le iniziative divulgative che l’Associazione “Le Ortelle Borgo Risorto”, di cui è presidente, organizza frequentemente.
Proprio grazie agli studi effettuati in tale ambito, il Dott. Bianchi Fasani è stato recentemente protagonista della importante segnalazione che riguarda un tratto di muro, già conosciuto, situato in Località Ortelle e risultato strutturalmente accomunabile alle Mura Poligonali presenti nelle vicine città di Ferentino, Alatri e Veroli.

“Le mura poligonali rinvenute in località “Ortelle” – commenta il Dott. Bianchi Fasani – sono di seconda maniera, VI - I secolo a.C. Potrebbe essere definita, oggi, una “macera” realizzata con pietre poligonali di una certa grandezza a contenimento del terreno.
È tuttavia testimonianza incontestabile che in quel periodo, tra il VI e I secolo a.C. alle Ortelle era presente un insediamento di un certo rilievo, oppure una grande “fattoria” che gestiva il territorio che va dalla attuale Madonna di Loreto a via la Quercia e d'intorni.
Tutto ciò rimette in discussione quanto sostenuto fino ad oggi, che l'insediamento nella parte alta del territorio di Supino risale intorno all'anno mille per difendersi dalle incursioni saracene”.

Questa teoria sarebbe suffragata anche dai ritrovamenti archeologici effettuati nel passato più a valle e precisamente in località Privito, in un sito che l’indifferenza e gli interessi economici post bellici hanno totalmente distrutto rendendo praticamente impossibile nuovi scavi.

Continua il Dott. Bianchi Fasani “La statuetta di bronzo, del IV secolo a.C., raffigurante un comandante, ovvero un militare che comunica, o che arringa i soldati o la folla, di fattura sannitica e non etrusca con influenza greca, rinvenuta in località Privito alla fine degli anni '50 in prossimità di un antico santuario volsco (tanto è che la Soprintendenza archeologica del Lazio ha inserito Privito nel percorso dei Santuari volsci).
È una mera supposizione, senza alcun fondamento storico, la notizia che si tratti del Tempio di Esculapio. Alta circa 30 cm, messa a corredo dei doni offerti alle spoglie di un soldato con un passato importante, è sparita poco dopo il rinvenimento, affidata ad una persona a cui era stato ceduto il terreno comunale interessato al Santuario (e dove lo stesso ha costruito una piccola fabbrica) che non l'ha più restituita. Il luogo del ritrovamento e la piccola costruzione a cupola dove stava la statua, sono stati completamente distrutti, per cui non è possibile fare dei collegamenti o riferimenti di alcun genere”.
“Mi auguro
– conclude il Dott. Bianchi Fasani – che qualcosa di più possa essere stabilito nell'ambito di un Convegno che potrebbe tenersi entro tempi brevi a Supino”.

È auspicabile che la proposta avanzata dal ricercatore di trattare questo argomento in un Convegno pubblico nel quale siano ospitati alcuni tra i principali esperti della materia, sia concretamente supportata dalle massime Istituzioni Cittadine; questa iniziativa, infatti, oltre che rappresentare una valida occasione di incontro e di crescita culturale, costituisce un'imperdibile strumento per pubblicizzare le potenzialità del nostro territorio su scala provinciale e regionale.


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