… nella STORIA DEL CASTELLO DI SUPINO
con
A. Petrucci,
A. Giannini,
E
Antonucci,
L. Velocci, coord. da
Gioacchino
Giammaria dell'I.S.A.L.M.
… nel XXXIII CANTO DELL'INFERNO DI DANTE
ALIGHIERI e nella POESIA DI JACQUES PREVERT
con
Franco Turco
… nella PITTURA
con
Dario Pietrandrea
… nel magnifico scenario dei MONTI LEPINI
con
Luca D'Alessandris di "Sistema natura"
… nella MUSICA
con
Giuseppe Magliocchetti (clarinetto e sax),
Romeo
Vendittì (tromba e trombone),
Fabrizio Cittadini (tastiere) e
Diana Rossi (voce);
… nel MULTIMEDIALE (video-immagini e interattività)
con
Silvia Sardella,
Riccardo Bernardi
… nel VIAGGIO
con
Marcello Carlino
… nella PAROLA
con
Renzo Scasseddu
… nel FOLCLORE
con
Pier Angelo Rivoli e
Adamo Ferrara
… nel BALLO Latino-Americano
con
Daniela Mattia e
Ivan Calicchia
… nella GASTRONOMIA
con degustazione di prodotti locali.
A Supino il termine che indica gli orti, si sa, è "ortelle",
tale e quale il nome della contrada le Ortelle. Questo luogo è il mio
luogo, perciò mi piace pensarlo come un giardino, non uno qualunque
s'intende, ma il giardino in cui furono posti il primo uomo e la prima donna,
e dal quale vennero cacciati per aver violato la legge divina.
Dico dell'Eden, dico di quella sorta di Orto Botanico di cui, nella mia fantasia,
le Ortelle sono il riverbero, la sfocata memoria. La Bibbia parla della creazione
dell'uomo e della donna, di un albero e di un frutto, e proprio di ciò
voglio dare prova col mio visionario delirio.
Mi spiego meglio: ultimo ritrovamento archeologico di Privito, non lontano
dalle Mura ciclopiche delle Ortelle, il Bronzetto di Supino raffigurante un
uomo a braccio levato, è quanto rimane dell'atto creativo o dei modelli
di genesi, che, poi, il Creatore animò e trasformò in uomini
e donne in carne e sangue... La statuina, insomma, voglio immaginarla prototipo
di Adamo, con il braccio teso ad indicare ad Èva il frutto proibito
del giardino Ortelle. Vaneggio? Forse sì, ma non importa. Qui è
l'Eden mio e di tutti i miei amici.
Il Bronzetto, ed ora torno nelle mie piene facoltà mentali, non è
che la raffigurazione antica di un guerriero, che liberamente definisco "Uomo
delle Ortelle": è, forse, Metabo, il Re dei Volsci, che ha appena
scagliato oltre l'Amaseno in piena la lancia con la figlioletta Camilla legata
alla stessa asta con legacci di vimini...; è, forse, un Cincinnato
ritiratosi a coltivare gli orti, le Ortelle, e a ritemprarsi per nuove fatiche
guerresche...
La statuetta di bronzo è tutto questo ed altro ancora, ma è,
certamente ed indubbiamente, la raffigurazione verderame, senza tempo, nel
tempo, della mia persona, dei miei concittadini, dei miei amici e di quanti
ogni anno tornano alle Ortelle, al Giardino delle Delizie, con il braccio
in atto di amichevole saluto.
E' tale, pertanto uomo delle Ortelle, l'amico Maestro Adolfo Loreti, che della
statuetta di bronzo ci dona , qui, la deliziosa raffigurazione artistica in
disegno.
Pompilio Bianchi Fasani