Primo
appuntamento da giovedì 5 marzo
CELEBRAZIONE del TRIDUO di PREPARAZIONE
alle ore 18.00 Sante Messe Vespertine
celebrate presso il Santuario di San
Cataldo.
Domenica 8 marzo:
SOLENNE PROCESSIONE della RELIQUIA del SANTO BRACCIO
dalla collegiata di Santa Maria Maggiore al Santuario
di San Pietro, accompagnata dalla Banda Musicale "Città
di Supino" diretta dal M° Davide Rossini
alle ore 18.00 Santa Messa celebrata
dal Rettore del Santuario Don Antonino Boni.
La fede, la devozione e la spiritualità nel nome di San Cataldo,
naturalmente continua,
“come
ogni anno il 10 maggio……”
In
basso: la pergamena datata 1653 nella quale sono indicate le disposizioni
per la conservazione e l'esposizione della reliquia di San Cataldo
La
locandina dei festeggiamenti di San Cataldino del 2009 - cliccare sull'immagine
per ingrandirla
8 marzo - I festeggiamenti
di “San Cataldino”
Iniziano
le celebrazioni in onore di San Cataldo Vescovo con la tradizionale processione
del “Santo Braccio” contenente le reliquie del venerato taumaturgo
irlandese.

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| Il
reliquiario in argento a forma di braccio con le reliquie di San Cataldo
portato a Supino nel 1653 da fra Filippo Foglietta |
di Annamaria
Marocco
Antichissimo il culto che la Ciociaria e in particolar modo Supino, coltiva
per il taumaturgo San Cataldo Vescovo.
È difficile risalire con esattezza alle origini della particolare
devozione, probabilmente ad opera dei figli di San Benedetto e dei Normanni
intorno al 1200
San Cataldo, nato in Irlanda all’inizio del secolo
V, dopo essere stato monaco e poi abate del monastero di Lismore,
divenne vescovo di Rachau.
Durante un pellegrinaggio in Terra Santa, decise di recarsi a Taranto
per compiere la sua opera evangelizzatrice e vi morì l’8
marzo, in anno imprecisato tra il 475 ed il 480.
Fu sepolto nella chiesa di San Giovanni in Galilea, allora
duomo di Taranto, e il corpo dimenticato per parecchi anni.
Tra 1071 ed il 1094, durante la ricostruzione
del sacro edificio, distrutto dai Saraceni, fu ritrovato il corpo di San
Cataldo e da allora il culto dell’amato taumaturgo si diffuse rapidamente.
Numerosi sono i luoghi che amano, rispettano, invocano e venerano
San Cataldo in Italia e nel Mondo, eleggendolo a loro protettore,
dedicandogli chiese, cappelle, contrade, ma solo alcune comunità
hanno avuto il “privilegio” e l’onore di avere in dono
le sue Sante Reliquie.
“Fu Supino fortunato di ricevere tal vantaggio”
Il 19 aprile 1653 rappresenta una data memorabile nella
storia di Supino e nella mente dei supinesi: fu quel giorno che frà
Filippo Foglietta, frate cappuccino, consegnò alle autorità
ecclesiastiche e civili supinesi una Reliquia estratta
dal braccio di San Cataldo, concessagli da mons.
Tommaso Caracciolo arcivescovo di Taranto.
La Reliquia è tuttora custodita in una tecla d’argento a forma
di braccio che termina con mano benedicente, gelosamente custodita e venerata
dai supinesi e da sempre conservata nella insigne collegiata di Santa
Maria Maggiore.
Oggi i supinesi come “ringraziano” San Cataldo?
L’apertura ufficiale dei festeggiamenti cataldini avviene
l'8 marzo di ogni anno nel quale si celebra il “DIES
NATALIS” giorno in cui si fa risalire la nascita del
Santo alla vita celeste, che popolarmente i supinesi amano chiamare la festa
di “San Cataldino”.
