Fiume
Sacco: i cittadini vogliono chiarezza
Il Dott. Salvatore Spina spiega l’attività dell’Ufficio
Commissariale durante l'affollato convegno del 20 marzo 2009 organizzato
dall'Ass.to all'Ambiente del Comune di Supino.
Articolo
pubblicato da "La Provincia"
sabato 21 marzo 2009
di (M.
L. L.)
Che
l'argomento fosse di quelli che 'infiammano', lo sapevano tutti e le aspettative
non sono state tradite. L'incontro promosso dagli amministratori comunali
di Supino per informare la cittadinanza sulla reale situazione dell'inquinamento
del fiume Sacco ha visto la partecipazione di tanti cittadini, interessati
e evidentemente coinvolti in una vicenda ancora troppo grande ed avvolta
dai dubbi e la scarsa conoscenza della materia.
Un incontro voluto dal sindaco Alessandro Foglietta e dall’assessore
all'Ambiente Beniamino Iacobucci, con gli esperti impegnati
nel monitoraggio del fiume Sacco "per fare chiarezza sui reali pericoli
che corre la popolazione supinese", avevano spiegato gli amministratori
nei giorni scorsi.
Alle 15 presso palazzo Balestro, subito dopo l'apertura del sindaco Foglietta,
ha preso la parola il dottor Salvatore Spina, l'ing. La
Marra dell'Unità Commissariale per l'emergenza della
valle del Sacco.
Lunga e tecnica l'esposizione rivolta ai cittadini, incentrata sui livelli
dell'Inquinamento e scaturiti dalle operazioni di monitoraggio fatti per
la bonifica dei tenitori adiacenti il corso del fiume.
Partendo dall'istituzione del sito di interesse nazionale 'Valle del Sacco'
che comprende la gestione dell'inquinamento in nove comuni tra le province
di Roma e di Frosinone, compreso Supino, il dottor Spina è sceso
nei dettagli per spiegare alla cittadinanza il lungo lavoro che
da tre anni a questa parte si sta svolgendo nei paesi lungo il fiume Sacco.
Un'attività iniziata nei tre centri di Colleferro, Segni e Gavignano,
primi ad essere coinvolti dalla contaminazione del beta-esaclorocicloesano,
sottoprodotto del lindano pericoloso pesticida vietato da anni.
Spina ha spiegato le fasi della caratterizzazione, prima delle operazioni
che l'unità commissariale ha messo in atto sul territorio, seguita
dalla "messa in sicurezza permanente" delle aree
contaminate.
Il compito degli esperti, ha confermato Spina, è quello di individuare
le sostanze inquinanti e una volta accertata la presenza delle stesse, operare
il ripristino delle condizioni di vivibilità. Intorno a questi obiettivi
si è sviluppata la relazione del dottor Spina, divisa tra le attività
di screening dei suoli e quello delle acque, territoriali e sotterranee.
Dalla ricerca del beta-esaclorocicloesano, all'accertamento dei diversi
metalli pesanti, all'individuazione delle aree; ma anche
dallo stadio dei risultati all'analisi delle cifre, agli effetti delle esondazioni
e al tentativo di ripristino di un territorio, attraverso l'utilizzo di
rimpianti vegetali per lo sviluppo dell'energia rinnovabile.
Questo e molto altro ancora ha tenuto concentrati i cittadini di Supino
per oltre tre ore, coinvolti in una tematica che li vede direttamente protagonisti.
Riprova dell'attenzione rivolta dai cittadini è stato il vivo
dibattito - a tratti piuttosto 'infuocato' - che si è sviluppato
al termine della relazione del dottor Spina, incentrato soprattutto sulla
fase della caratterizzazione e su quella del monitoraggio delle acque che
in questo momento sta interessando la città di Supino.
Soddisfatto dell'incontro si è detto l'assessore Beniamino Iacobucci,
promotore del primo convegno che Supino ha dedicato alla questione
ambientale.