8 maggio 2007 - Firmato il Patto di Gemellaggio tra Supino e Cirò Marina
Due Comunità unite nella Fede in San Cataldo

La delegazione supinese ricevuta con il massimo degli onori dalle Autorità e dalla Cittadinanza della splendida località turistica affacciata sullo Jonio.

Lo striscione raffigurante San Cataldo di Supino e Cirò Marina
Foto di gruppo delle delegazioni
L'Isp. Dario Tucci con il Consigliere Boni e il Resp. del Comitato Bompiani
Mons. Antonino Terminelli
L'incontro tra l'On. Alessandro Foglietta e Mons. Antonino Terminelli
L'On. Foglietta con Mons. Terminelli e il Dott. Marco Boni
Da sinistra: il Presidente del Consiglio Comunale Dott. Dario De Santis, l'Isp. della Polizia Locale Dott. Dario Tucci, l'On. Foglietta ed il Dott. Boni
L'On. Foglietta ed il Dott. Boni con la Presidente del Comitato di San Cataldo di Cirò Marina Sig.ra Antonella Lettieri
Il Sindaco Parrilla, il Dott. Boni e l'On. Foglietta con il Vice Sindaco di Cirò Marina Dott. Giuseppe Russo
la processione per il gemellaggio supino
rocessione per il gemellaggio supino
rocessione per il gemellaggio supino
rocessione per il gemellaggio supino
Foto sopra: alcuni momenti della processione
La statua di San Cataldo imbarcata su un peschereccio per la suggestiva Processione sul Mare
la processione sul mare
la processione sul mare
la processione sul mare
Foto sopra: alcuni momenti della Processione sul Mare
gemellaggio supino cirò marina
Il volto visibilmente soddisfatto dei partecipanti
Il precipitoso viaggio di ritorno da Cirò Marina a Supino, concluso quando inizia ad albeggiare, giusto in tempo per poter essere presenti alla "cacciata" di San Cataldo dalla Cripta della Chiesa di San Pietro Apostolo
san cataldo gemellaggio supino cirò marina-san cataldo gemellaggio supino cirò marina-san cataldo gemellaggio supino cirò marina-san cataldo gemellaggio supino cirò marina-san cataldo gemellaggio supino cirò marina-
Cirò Marina: la Statua di San Cataldo viene portata, durante la giornata dell'8 maggio, per tutta la città fermandosi presso le abitazioni e i cantieri dei parrocchiani che ne fanno richiesta.
san cataldo gemellaggio supino cirò marina-san cataldo gemellaggio supino cirò marina-san cataldo gemellaggio supino cirò marina-san cataldo gemellaggio supino cirò marina-san cataldo gemellaggio supino cirò marina-
Cirò marina: una sosta durante la quale viene impartita la benedizione ai presenti.
san cataldo gemellaggio supino cirò marina-san cataldo gemellaggio supino cirò marina-san cataldo gemellaggio supino cirò marina-san cataldo gemellaggio supino cirò marina-san cataldo gemellaggio supino cirò marina-
Cirò Marina: dopo la sosta, che dura solo pochi minuti, il piccolo corteo riprende a passo svelto il percorso accompagnato dal suono di cornamuse e tamburelli.
I Patti di Gemellaggio tra Supino, Cirò Marina e Sasd.
Atti concreti per giungere alla creazione della grande Famiglia Europea
conservando le identità culturali, tradizionali e nazionali di tutti i Popoli.

Il Gemellaggio con Cirò Marina
Due Comunità unite nella Fede in San Cataldo


La firma del Gemellaggio con Sasd
Un Patto per il futuro nel segno della pace tra i Popoli




Sopra: Il Sindaco Nicodemo Parrilla con il Dott.Marco Boni e il Dott. Dario De Santis
Sono stati necessari tre anni di lavoro per giungere alla stipula del Patto di Gemellaggio tra la comunità di Supino e quella di Cirò Marina. Il progetto fortemente voluto dal Presidente del Comitato Festeggiamenti in onore di San Cataldo, Dott. Marco Boni, ha inizio nel 2005 quando, in considerazione della peculiarità che vede i cittadini di entrambi i paesi esprimere la loro profonda devozione a San Cataldo, Vescovo irlandese missionario a Taranto nel 5° secolo d.C., furono intrapresi i primi contatti con gli esponenti dell’Associazione Cataldina marinota attualmente presieduta dalla Dott.ssa Antonella Lettieri.

L’iter non si è rivelato semplice; momenti di entusiasmo sono stati seguiti da periodi nei quali tutto sembrava arrestarsi di fronte alle barriere della burocrazia e dei preconcetti politici.
Ma nel maggio 2006, con l’avvento della nuova Amministrazione Comunale supinese guidata
dall’On. Alessandro Foglietta, tutte le perplessità e gli ostacoli che avevano, fino ad allora, impedito che prendesse corpo l’iniziativa promossa dal Dott. Boni, si sono immediatamente
Sopra: l'interno della Chiesa di San Cataldo e un bambino vestito con il tradizionale abito
dissolti davanti alla volontà del neo sindaco di arrivare in tempi brevissimi alla sottoscrizione dell’accordo.

Finalmente l’8 maggio 2007 nella cittadina calabra, in concomitanza con l’inizio delle Celebrazioni in onore di San Cataldo che si svolgono pressoché simultaneamente nei due Comuni, è avvenuta la firma del Patto di Gemellaggio.

La delegazione di Supino, raggiunta nel pomeriggio dal Sindaco On. Foglietta trattenuto fino a quel momento a Bruxelles dai suoi impegni di Eurodeputato, era composta dal Presidente del Comitato di San Cataldo Dott. Marco Boni, dal Presidente del Consiglio Comunale Dott. Dario De Santis, dal Consigliere Comunale Antonio Giacinto Boni, dall’Isp. della Polizia Locale Dott. Dario Tucci, dal responsabile del Comitato di San Cataldo Stefano Bompiani, dall’incaricato al sito internet comunale Maurizio Merolla.
Dopo essere stati ricevuti alle ore 14 dal Sindaco di Cirò Marina Dott. Nicodemo Parrilla e dal Vice Sindaco Giuseppe Russo, la rappresentanza supinese è stata invitata a colazione presso un noto ristorante locale; occasione quanto mai gradita per approfondire la conoscenza delle specialità gastronomiche calabresi.
Proprio i prodotti tipici delle due cittadine costituiranno, secondo le intenzioni del Presidente Boni, uno dei motivi trainanti le attività culturali ed imprenditoriali che delineeranno la seconda fase del gemellaggio.
Al termine la delegazione è stata accompagnata dagli esponenti comunali presso la chiesa nella quale è custodita la Statua di San Cataldo. Qui l’On. Alessandro Foglietta è giunto alle ore 17 e trenta minuti accolto dal Mons. Antonino Terminelli, dal Rev. Don Matteo Giacobbi, dal Senatore Nicodemo Filippelli e dalla Presidente del Comitato di San Cataldo di Cirò Marina Sig.ra Antonella Lettieri. Immediatamente dopo è iniziata la Solenne Processione che ha visto tutte le Autorità accompagnare la Statua del Santo al vicino porto dove, su un palco allestito per la circostanza, si è celebrata la cerimonia di gemellaggio.
L'uscita dalla Chiesa per la Processione
L'uscita dalla Chiesa per la Processione
L'uscita dalla Chiesa per la Processione

A prendere la parola per primo, presentato da Don Matteo Giacobbi, è Mons. Antonino Terminelli il quale, nella ricchezza dialettica che contraddistingue l’alto prelato, ha esaltato la valenza spirituale dell’evento che a portato alla fusione delle due comunità.Segue il Sindaco di Cirò Marina Dott. Nicodemo Parrilla mettendo in evidenza che questo atto, pur nascendo da motivazioni religiose che non devono essere svilite da bassi interessi speculativi, deve costituire una forte base amministrativa capace di essere il motore di una azione economica positiva per i cittadini e le imprese dei territori coinvolti.

Le migliaia di persone confluite al porto fanno sentire tutto il loro calore quando prende la parola il Sindaco di Supino On. Alessandro Foglietta che, visibilmente toccato da questa accoglienza, inizia il suo intervento breve e coinvolgente.
Grazie siete tanti!” inizia L’Europarlamentare, “Sono orgoglioso di essere di Supino e di aver contribuito al Gemellaggio insieme al Senatore Nicodemo Filippelli, già Sindaco di Cirò Marina e all’attuale Sindaco Dott. Parrilla. Questa scelta deve rendere orgogliosi allo stesso modo i cittadini di Supino e di Cirò. Nessuno di noi ha avuto dubbi su quello che stavamo facendo e dobbiamo tenere fortemente nella prosecuzione di questa bellissima esperienza”.
Dopo aver ringraziato Mons. Filippelli per il grande apprezzamento dimostrato, conclude con l’esortazione tanto cara ai supinesi quanto ai marinoti: “Viva San Cataldo!”.

A seguire gli interventi del Senatore Filippelli e del Presidente del Comitato Festeggiamenti in onore di San Cataldo Dott. Marco Boni il quale ha portato ai convenuti i saluti del Rev. Don Antonino Boni, Rettore del Santuario di San Cataldo a Supino, impossibilitato a presenziare a causa degli impegni generati dall’organizzazione delle Celebrazioni Cataldine del 9 e 10 maggio.
Nell’evidenziare il valore dell’opera di socializzazione che svolge la devozione verso San Cataldo, Il Dott. Boni ha ricordato che lo striscione esposto sul palco raffigurante le immagini affiancate di San Cataldo “Supinese” e “Marinota” sarà esposto nella Chiesa di San Pietro Apostolo a Supino, durante tutto il periodo delle imminenti festività.

Dopo gli interventi conclusivi della Presidente del locale Comitato di San Cataldo Antonella Lettieri, del Vice Sindaco Giuseppe Russo e del Presidente del Consiglio Comunale di Supino Dott. Dario De Santis si è passati alla firma del Patto di Gemellaggio.
discorsi
Foto sopra: i discorsi di Mons. Terminelli e dell'On. Foglietta
La firma del Patto di Gemellaggio
Lo scambio di attestazioni e doni
io di attestazioni e doni
io di attestazioni e doni
oni e doni
Foto sopra: Scambio di attestazioni e doni
gemellaggio supino cirò marina
gemellaggio supino cirò marina
Il rientro a terra dopo la Processione sul Mare
sindaci e bambini
sindaci e bambini
sindaci e bambini
sindaci e bambini
Foto sopra: foto ricordo con i piccoli di Cirò Marina

Al termine, dopo lo scambio di riconoscimenti e doni tra le due delegazioni si è svolta la parte più suggestiva della cerimonia: la Statua di San Cataldo è stata imbarcata su un peschereccio e, insieme alle autorità presenti, è salpata per la “processione marina” circondata da una piccola flotta di imbarcazioni.


Al ritorno, dopo la cena, giungeva il momento del commiato con lo spirito che hanno un gruppo di amici dopo aver passato insieme una bella giornata insieme, ma anche con la consapevolezza di aver intrapreso una strada che segnerà la futura esistenza delle due comunità.
Ma adesso non si poteva indugiare oltre; salutati in fretta gli ospiti la delegazione supinese ha intrapreso frettolosamente la via del ritorno riuscendo a presenziare, alle quattro del mattino, alla “cacciata” di San Cataldo dalla cripta posta nella Chiesa di San Pietro Apostolo a Supino; il momento più sentito da parte dei supinesi di ogni parte del mondo.


PATTO DI GEMELLAGGIO
TRA LE CITTA’ DI CIRO’ MARINA E SUPINO


L’anno duemilasette il giorno otto del mese di maggio

Il Sindaco del Comune di Cirò Marina, Nicodemo Parrilla
e
Il Sindaco del Comune di Supino, Alessandro Foglietta

Riconosciuto che i rapporti di gemellaggio costituiscono un elemento fondamentale per una migliore conoscenza tra i popoli e contribuiscono a rafforzare l’amicizia, la pace e la cultura tra diverse realtà;
Considerato che la Comunità di Cirò Marina e di Supino sono unite da una profonda devozione al patrono “San Cataldo”;

Riconosciuta l’opportunità, nell’’interesse reciproco, di instaurare rapporti permanenti di cooperazione e scambi che rappresentino uno stimolo ed un contatto con tutti i settori che formano il tessuto civile, sociale e religioso delle due città;

Consapevoli del vincolo devozionale che esiste tra le due città, per il Santo Protettore, che è l’origine e causa di questo gemellaggio;

Convinti che una stretta collaborazione tra i marinoti ed i supinesi deve tradursi in benefici spirituali, culturali e turistici;

Convinti, altresì, che questo gemellaggio può fattivamente contribuire alla piena costruzione;

CONVENGONO


Primo
I Comuni di Cirò Marina e Supino sottoscrivono il presente patto di gemellaggio al fine di perseguire il progresso, lo sviluppo e il benessere di entrambi i popoli, uniti in un mutuo desiderio di convivenza:

Secondo
Entrambi i Comuni, sotto il titolo di città gemellate, spontaneamente e liberamente si impegnano per determinare lo sviluppo spirituale, culturale e materiale delle due città, rafforzando le proprie relazioni basate su comuni desideri di pace, amicizia e prosperità.

Terzo
I Comuni gemellati promuoveranno ogni tipo di relazione sociale, definendo le attività che si considereranno opportune, in particolare:

• relazioni religiose;
• relazioni sociali;
• relazioni culturali;
• relazioni economiche;
• relazioni sportive;
• relazioni turistiche;

Quarto
Entrambi i Comuni opereranno, nell’ambito delle attività culturali, organizzando:

• conferenze sui temi considerati di reciproco interesse;
• scambi di ogni genere di pubblicazioni;
• incontri tra i giovani, studenti e famiglie;
• esposizioni di opere d’arte;
• iniziative popolari riferite alle tradizioni delle due comunità;
• progetti educativi, formativi e di ricerca storico culturale per approfondire la reciproca conoscenza.

Quinto
In ambito economico si svilupperanno le seguenti azioni:

• incontri tra i comitati di San Cataldo;
• incontri tra associazioni professionali, sindacali, sociali;
• partecipazione a mercati, esposizioni e fiere;
• divulgazione di prodotti tipici;
• informazioni sulle attività industriali, artigianali, commerciali di reciproco interesse;

Sesto
Entrambi i Comuni favoriranno l’incontro di realtà sportive, attraverso la realizzazione di manifestazioni relative alle discipline sportive presenti nei rispettivi ambiti territoriali;

Settimo
Allo scopo di promuovere iniziative turistiche, entrambi i Comuni opereranno per:

• realizzare programmi di viaggio;
• comunicare i programmi relativi alle feste tradizionali e manifestazioni culturali;
• promuovere lo scambio di feste popolari tradizionali con particolare riferimento alla festa del Santo Protettore;

Ottavo
Le attività qui descritte potranno essere ulteriormente ampliate attraverso l’individuazione di ulteriori ambiti di reciproco interesse;

Nono
La durata del presente accordo è illimitata. Il rapporto di gemellaggio sarà riesaminato ogni cinque anni per assicurare che gli intenti dello stesso vengono perseguiti con piena soddisfazione delle comunità di Cirò Marina e Supino

Questo protocollo che entrerà in vigore alla data di sottoscrizione, viene sottoscritto da entrambi i Comuni.


Dr. Nicodemo Parrilla
Sindaco Comune di Cirò Marina

On.le Alessandro Foglietta
Sindaco Comune di Supino












Per un pezzo di legno chiamato Cataldo
di Caterina Amodeo

Roma 1 maggio 2002

Mancano pochi giorni alla gran festa Patronale della mia città, Cirò Marina, in onore del grande Santo irlandese Cataldo è gia come per incanto seduta davanti al computer con il quale divido parte delle mie giornate sento, a quasi seicento chilometri di distanza: l'euforia, il rinnovarsi delle persone, l'odore dei dolci tipici i "cuddureddi", i dialoghi delle persone in piazza ed in qualsiasi altro luogo.
Mi sembra di vedere le mamme che per ex voto e/o grande devozione accorrono dalle sarte per le ultime prove ai "vestitini" dei loro bambini. Le riunioni del nostro illustre parroco Monsignor Antonino Terminelli, da noi tutti in tono affettuoso chiamato Don Nino, con le persone del comitato e con i fedeli stessi…
Cosa non darei per essere a Cirò M. in questo momento…
La devozione nei confronti del nostro Santo è grande, troppo grande al tal punto che tra noi "fuori sede" in questo periodo, come negli anni precedenti sono già iniziati sorte di telefonate, inviti… Addirittura qualcuno dei nostri ha rinunciato a trascorrere la Santa Pasqua in famiglia pur di gustarsi la "festa".

Cresciuta in un fervido ambiente religioso con mio nonno a capo del comitato “Festa S. Cataldo” ricordo sin da bambina di aver sempre sentito parlare di Cataldo…

Cataldo sacerdote irlandese decide di fare un viaggio in Palestina. Al ritorno una tempesta lo costringe ad approdare nel Porto di Taranto dove poco più tardi diventa Vescovo della città.
A lui furono attribuiti svariati miracoli e il culto per l'irlandese si estese su quasi tutta la costa Ionica e come per incanto Dio volle che anche a Cirò M. i cuori esultassero al suo nome…
Mio nonno Fedele mi raccontava che nel nostro paese viveva un falegname il quale una notte sognò il Santo e decise poi di dedicargli una statua in legno…
I due paesi Cirò e Cirò Marina dividevano un'unica statua, infatti, la festa si svolgeva tra i due comuni ma, ogni volta che Cataldo risaliva verso Cirò i Marinoti restavano con l'amaro in bocca…
Non ricordo esattamente in quale anno… Mentre i Cirotani, in Piazza, aspettavano che la Statua uscisse dalla chiesa centrale, oggi parrocchia di San Cataldo, i marinoti tra cui mio nonno, il signor Naty, il signor Palmieri ed altri decisero di far uscire il Santo dalla porta secondaria ed indebitamente appropriarsene ed anche in questa fase ci fu chi gridò al miracolo perché la porta della sacrestia era piccola eppure la statua senza rovinarsi riuscì a passarci.
Con questo non voglio difendere mio nonno e i suoi amici da quel gesto poco regale!
Misero la statua dentro una "cannizza" una specie di silos che serviva per il grano e per via mare portarono il Santo nelle vicine campagne…Per niente al mondo avrebbero restituito la statua sino a quando i carabinieri del posto minacciarono di arrestare donne e bambini. Colti da grande senso di responsabilità verso le rispettive famiglie decisero di arrendersi a patto che il Vescovo di Cariati (allora Cirò apparteneva alla suddetta diocesi) avrebbe regalato una nuova statua ai Marinoti. Così fu.

Da quel di i due paesi non si contendo più il Santo. Su un giornale quotidiano dell'epoca fu scritto un articolo il cui titolo era “Per un pezzo di legno di chiamato Cataldo…”

E' difficile per chi non è del posto capire quanta emozione si prova quando si evocano i ricordi e si cerca di cogliere e trascrivere in poche righe l'atmosfera che ti avvolge quando durante i giorni della novena entri in chiesa e vedi quasi tutti i bambini vestiti come il Santo, con l'abito talare, le donne che innalzano inni a Cataldo definendolo "mantu di l'afflitti…" Gente che piange per aver ricevuto la grazia tanto attesa.

L'entusiasmo, la gioia quando il Santo accompagnato dai fedeli gira l'8 maggio mattina per le campagne, per i cantieri. I volti irrigiditi e il grande silenzio che avvolge la piazza quando il Santo tenuto sulle spalle da quattro marinai della Marina Militare Italiana fa il suo esordio uscendo dalla porta centrale della chiesa e in processione si avvia verso il mare dove una barca (sorteggiata tra tutte) addobbata lo attende per il rituale giro sul mare.
Quanta devozione e quante gente durante la lunga processione che dal lungomare vede il Santo attraversare la parte nord del paese e salire verso il Suo Santuario dove dimorerà fino al 9 c.m. pomeriggio.
E la notte? La notte tra l'8 e il 9 i fedeli non lasciano solo il loro Cataldo gli fanno compagnia con inni, canti e preghiere…
La mattina del 9 durante la S. Messa il parroco benedice i cesti strapieni di cuddurreddi e noi fedeli tutti lì per averne almeno un pezzo da portare ai malati agli anziani…
Il Santuario di Madonna di Mare si estende sul promontorio dove lo Ionio gli fa da cornice.
Quel giorno oltre ai colori naturali della bella Calabria predominano anche quelli delle "zagarelle" nastri colorati che tutti indossano (il significato di questi nastri colorati mi sfugge)…
Tra canti popolari e note emesse dalle zampogne si da il via al "panegirico" l'agape fraterna sotto gli ulivi una unica mensa per tutti senza alcuna distinzione…
Al tramonto la Statua, per le vie della campagna e sostando per qualche minuto davanti ai cancelli del cimitero, fa il suo ritorno verso il paese…

Dopo che la statua acclamata da una enorme folla entra in chiesa ha inizio la famosa "riffa"
Si, vengono messi all'asta tutti i prodotti che i fedeli hanno offerto al Santo. C'è di tutto dal vino prodotto tipico del luogo alle cose più impensate come boccali decorati a mano da ditte tedesche, la devozione a questo Santo fa fare di tutto…

Il terzo giorno ossia il 10 c.m. la statua del Santo con una solenne processione passa per le vie del paese. Verso il tramonto le massime autorità vanno incontro al Santo sulla via principale e accompagnano la Statua fino in piazza dove dopo i discorsi del Sindaco e del parroco tra gli applausi della folla entra in chiesa con lo sguardo rivolto ai suoi fedeli…

Cataldo l'amico, il santo, il confidente sembra come per miracoli che dica "non disperate io sono con voi…"
Ancora oggi come negli anni cinquanta c'è chi scrive "Per un pezzo di legno di nome Cataldo"