Sono
stati necessari tre anni di lavoro per giungere alla stipula del Patto
di Gemellaggio tra la comunità di Supino
e quella di Cirò Marina. Il progetto fortemente
voluto dal Presidente del Comitato Festeggiamenti in onore di San
Cataldo, Dott. Marco Boni, ha inizio nel 2005
quando, in considerazione della peculiarità che vede i cittadini
di entrambi i paesi esprimere la loro profonda devozione a San Cataldo,
Vescovo irlandese missionario a Taranto nel 5° secolo d.C., furono intrapresi
i primi contatti con gli esponenti dell’Associazione Cataldina
marinota attualmente presieduta dalla Dott.ssa Antonella
Lettieri.
L’iter non si è rivelato semplice; momenti di entusiasmo sono
stati seguiti da periodi nei quali tutto sembrava arrestarsi di fronte alle
barriere della burocrazia e dei preconcetti politici.
Ma nel maggio 2006, con l’avvento della nuova Amministrazione
Comunale supinese guidata
dall’On. Alessandro Foglietta, tutte le perplessità
e gli ostacoli che avevano, fino ad allora, impedito che prendesse corpo
l’iniziativa promossa dal Dott. Boni, si sono immediatamente
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Sopra:
l'interno della Chiesa di San Cataldo e un bambino vestito con il
tradizionale abito |
dissolti
davanti alla volontà del neo sindaco di arrivare in tempi brevissimi
alla sottoscrizione dell’accordo.
Finalmente l’8 maggio 2007 nella cittadina calabra,
in concomitanza con l’inizio delle Celebrazioni in onore di
San Cataldo che si svolgono pressoché simultaneamente nei
due Comuni, è avvenuta la firma del Patto di Gemellaggio.
La delegazione di Supino, raggiunta nel pomeriggio dal Sindaco On. Foglietta
trattenuto fino a quel momento a Bruxelles dai suoi impegni
di Eurodeputato, era composta dal Presidente del
Comitato di San Cataldo Dott. Marco Boni, dal Presidente del Consiglio Comunale
Dott. Dario De Santis, dal Consigliere Comunale Antonio Giacinto Boni, dall’Isp.
della Polizia Locale Dott. Dario Tucci, dal responsabile del Comitato di
San Cataldo Stefano Bompiani, dall’incaricato al sito internet comunale
Maurizio Merolla.
Dopo essere stati ricevuti alle ore 14 dal Sindaco di Cirò
Marina Dott. Nicodemo Parrilla e dal Vice Sindaco Giuseppe
Russo, la rappresentanza supinese è stata invitata a colazione
presso un noto ristorante locale; occasione quanto mai gradita per approfondire
la conoscenza delle specialità gastronomiche calabresi.
Proprio i prodotti tipici delle due cittadine costituiranno,
secondo le intenzioni del Presidente Boni, uno dei motivi trainanti
le attività culturali ed imprenditoriali che delineeranno
la seconda fase del gemellaggio.
Al termine la delegazione è stata accompagnata dagli esponenti comunali
presso la chiesa nella quale è custodita la Statua di San Cataldo.
Qui l’On. Alessandro Foglietta è giunto alle
ore 17 e trenta minuti accolto dal Mons. Antonino Terminelli,
dal Rev. Don Matteo Giacobbi, dal Senatore Nicodemo
Filippelli e dalla Presidente del Comitato di San Cataldo
di Cirò Marina Sig.ra Antonella Lettieri. Immediatamente
dopo è iniziata la Solenne Processione che ha visto
tutte le Autorità accompagnare la Statua del Santo
al vicino porto dove, su un palco allestito per la circostanza, si è
celebrata la cerimonia di gemellaggio.
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| L'uscita
dalla Chiesa per la Processione |
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L'uscita
dalla Chiesa per la Processione |
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L'uscita
dalla Chiesa per la Processione |
A prendere la parola per primo, presentato da Don Matteo Giacobbi,
è Mons. Antonino Terminelli il quale, nella ricchezza
dialettica che contraddistingue l’alto prelato, ha esaltato la valenza
spirituale dell’evento che a portato alla fusione delle due comunità.Segue
il Sindaco di Cirò Marina Dott. Nicodemo Parrilla
mettendo in evidenza che questo atto, pur nascendo da motivazioni religiose
che non devono essere svilite da bassi interessi speculativi, deve costituire
una forte base amministrativa capace di essere il motore di una azione
economica positiva per i cittadini e le imprese dei territori coinvolti.
Le migliaia di persone confluite al porto fanno sentire
tutto il loro calore quando prende la parola il Sindaco
di Supino On. Alessandro Foglietta che, visibilmente toccato da
questa accoglienza, inizia il suo intervento breve e coinvolgente.
“Grazie siete tanti!” inizia L’Europarlamentare,
“Sono orgoglioso di essere di Supino e di aver contribuito
al Gemellaggio insieme al Senatore Nicodemo Filippelli, già Sindaco
di Cirò Marina e all’attuale Sindaco Dott. Parrilla. Questa
scelta deve rendere orgogliosi allo stesso modo i cittadini di Supino e
di Cirò. Nessuno di noi ha avuto dubbi su quello che stavamo facendo
e dobbiamo tenere fortemente nella prosecuzione di questa bellissima esperienza”.
Dopo aver ringraziato Mons. Filippelli per il grande apprezzamento dimostrato,
conclude con l’esortazione tanto cara ai supinesi quanto ai marinoti:
“Viva San Cataldo!”.
A seguire gli interventi del Senatore Filippelli e del
Presidente del Comitato Festeggiamenti in onore di San Cataldo Dott.
Marco Boni il quale ha portato ai convenuti i saluti del Rev.
Don Antonino Boni, Rettore del Santuario di San Cataldo
a Supino, impossibilitato a presenziare a causa degli impegni generati dall’organizzazione
delle Celebrazioni Cataldine del 9 e 10 maggio.
Nell’evidenziare il valore dell’opera di socializzazione che
svolge la devozione verso San Cataldo, Il Dott. Boni ha ricordato che lo
striscione esposto sul palco raffigurante le immagini affiancate di San
Cataldo “Supinese” e “Marinota” sarà esposto
nella Chiesa di San Pietro Apostolo a Supino, durante tutto il
periodo delle imminenti festività.
Dopo gli interventi conclusivi della Presidente del locale Comitato
di San Cataldo Antonella Lettieri, del Vice Sindaco Giuseppe
Russo e del Presidente del Consiglio Comunale di Supino
Dott. Dario De Santis si è passati alla firma del Patto
di Gemellaggio.
Al termine, dopo lo scambio di riconoscimenti e doni tra le due delegazioni
si è svolta la parte più suggestiva della cerimonia: la Statua
di San Cataldo è stata imbarcata su un peschereccio
e, insieme alle autorità presenti, è salpata per la “processione
marina” circondata da una piccola flotta di imbarcazioni.
Al ritorno, dopo la cena, giungeva il momento del commiato con lo spirito
che hanno un gruppo di amici dopo aver passato insieme una bella giornata
insieme, ma anche con la consapevolezza di aver intrapreso una strada che
segnerà la futura esistenza delle due comunità.
Ma adesso non si poteva indugiare oltre; salutati in fretta gli ospiti la
delegazione supinese ha intrapreso frettolosamente la via del ritorno riuscendo
a presenziare, alle quattro del mattino, alla “cacciata”
di San Cataldo dalla cripta posta nella Chiesa di San Pietro Apostolo
a Supino; il momento più sentito da parte dei supinesi di ogni parte
del mondo.
PATTO
DI GEMELLAGGIO
TRA LE CITTA’ DI CIRO’ MARINA E SUPINO
L’anno duemilasette il giorno otto
del mese di maggio
Il
Sindaco del Comune di Cirò Marina, Nicodemo Parrilla
e
Il Sindaco del Comune di Supino, Alessandro Foglietta
CONVENGONO
Primo
I Comuni di Cirò Marina e Supino sottoscrivono il presente patto
di gemellaggio al fine di perseguire il progresso, lo sviluppo
e il benessere di entrambi i popoli, uniti in un mutuo desiderio di convivenza:
Secondo
Entrambi i Comuni, sotto il titolo di città gemellate, spontaneamente
e liberamente si impegnano per determinare lo sviluppo spirituale, culturale
e materiale delle due città, rafforzando le proprie relazioni basate
su comuni desideri di pace, amicizia e prosperità.
Terzo
I Comuni gemellati promuoveranno ogni tipo di relazione sociale, definendo
le attività che si considereranno opportune, in particolare:
• relazioni religiose;
• relazioni sociali;
• relazioni culturali;
• relazioni economiche;
• relazioni sportive;
• relazioni turistiche;
Quarto
Entrambi i Comuni opereranno, nell’ambito delle attività
culturali, organizzando:
• conferenze sui temi considerati di reciproco interesse;
• scambi di ogni genere di pubblicazioni;
• incontri tra i giovani, studenti e famiglie;
• esposizioni di opere d’arte;
• iniziative popolari riferite alle tradizioni delle due comunità;
• progetti educativi, formativi e di ricerca storico culturale per
approfondire la reciproca conoscenza.
Quinto
In ambito economico si svilupperanno le seguenti azioni:
• incontri tra i comitati di San Cataldo;
• incontri tra associazioni professionali, sindacali, sociali;
• partecipazione a mercati, esposizioni e fiere;
• divulgazione di prodotti tipici;
• informazioni sulle attività industriali, artigianali, commerciali
di reciproco interesse;
Sesto
Entrambi i Comuni favoriranno l’incontro di realtà sportive,
attraverso la realizzazione di manifestazioni relative alle discipline
sportive presenti nei rispettivi ambiti territoriali;
Settimo
Allo scopo di promuovere iniziative turistiche, entrambi i Comuni opereranno
per:
• realizzare programmi di viaggio;
• comunicare i programmi relativi alle feste tradizionali e manifestazioni
culturali;
• promuovere lo scambio di feste popolari tradizionali con particolare
riferimento alla festa del Santo Protettore;
Ottavo
Le attività qui descritte potranno essere ulteriormente ampliate
attraverso l’individuazione di ulteriori ambiti di reciproco interesse;
Nono
La durata del presente accordo è illimitata. Il rapporto di gemellaggio
sarà riesaminato ogni cinque anni per assicurare che gli intenti
dello stesso vengono perseguiti con piena soddisfazione delle comunità
di Cirò Marina e Supino
Questo
protocollo che entrerà in vigore alla data di sottoscrizione, viene
sottoscritto da entrambi i Comuni.
Dr. Nicodemo Parrilla
Sindaco Comune di Cirò Marina
On.le Alessandro Foglietta
Sindaco Comune di Supino
Per
un pezzo di legno chiamato Cataldo
di Caterina Amodeo
Roma 1 maggio 2002
Mancano pochi giorni alla gran festa Patronale della mia città, Cirò
Marina, in onore del grande Santo irlandese Cataldo è gia come per
incanto seduta davanti al computer con il quale divido parte delle mie giornate
sento, a quasi seicento chilometri di distanza: l'euforia, il rinnovarsi
delle persone, l'odore dei dolci tipici i "cuddureddi",
i dialoghi delle persone in piazza ed in qualsiasi altro luogo.
Mi sembra di vedere le mamme che per ex voto e/o grande devozione accorrono
dalle sarte per le ultime prove ai "vestitini"
dei loro bambini. Le riunioni del nostro illustre parroco Monsignor Antonino
Terminelli, da noi tutti in tono affettuoso chiamato Don Nino,
con le persone del comitato e con i fedeli stessi…
Cosa non darei per essere a Cirò M. in questo momento…
La devozione nei confronti del nostro Santo è grande, troppo grande
al tal punto che tra noi "fuori sede"
in questo periodo, come negli anni precedenti sono già iniziati
sorte di telefonate, inviti… Addirittura qualcuno dei nostri ha rinunciato
a trascorrere la Santa Pasqua in famiglia pur di gustarsi la "festa".
Cresciuta in un fervido ambiente religioso con mio nonno a capo del comitato
“Festa S. Cataldo” ricordo sin da
bambina di aver sempre sentito parlare di Cataldo…
Cataldo sacerdote irlandese decide di fare un viaggio in Palestina. Al ritorno
una tempesta lo costringe ad approdare nel Porto di Taranto dove poco più
tardi diventa Vescovo della città.
A lui furono attribuiti svariati miracoli e il culto per l'irlandese si
estese su quasi tutta la costa Ionica e come per incanto Dio volle che anche
a Cirò M. i cuori esultassero al suo nome…
Mio nonno Fedele mi raccontava che nel nostro paese viveva un falegname
il quale una notte sognò il Santo e decise poi di dedicargli una
statua in legno…
I due paesi Cirò e Cirò Marina dividevano un'unica statua,
infatti, la festa si svolgeva tra i due comuni ma, ogni volta che Cataldo
risaliva verso Cirò i Marinoti restavano con l'amaro in bocca…
Non ricordo esattamente in quale anno… Mentre i Cirotani, in Piazza,
aspettavano che la Statua uscisse dalla chiesa centrale, oggi parrocchia
di San Cataldo, i marinoti tra cui mio nonno, il signor Naty, il signor
Palmieri ed altri decisero di far uscire il Santo dalla porta secondaria
ed indebitamente appropriarsene ed anche in questa fase ci fu chi gridò
al miracolo perché la porta della sacrestia era piccola eppure la
statua senza rovinarsi riuscì a passarci.
Con questo non voglio difendere mio nonno e i suoi amici da quel gesto poco
regale!
Misero la statua dentro una "cannizza"
una specie di silos che serviva per il grano e per via mare portarono il
Santo nelle vicine campagne…Per niente al mondo avrebbero restituito
la statua sino a quando i carabinieri del posto minacciarono di arrestare
donne e bambini. Colti da grande senso di responsabilità verso le
rispettive famiglie decisero di arrendersi a patto che il Vescovo di Cariati
(allora Cirò apparteneva alla suddetta diocesi) avrebbe regalato
una nuova statua ai Marinoti. Così fu.
Da quel di i due paesi non si contendo più il Santo. Su un giornale
quotidiano dell'epoca fu scritto un articolo il cui titolo era “Per
un pezzo di legno di chiamato Cataldo…”
E' difficile per chi non è del posto capire quanta emozione si prova
quando si evocano i ricordi e si cerca di cogliere e trascrivere in poche
righe l'atmosfera che ti avvolge quando durante i giorni della novena entri
in chiesa e vedi quasi tutti i bambini vestiti come il Santo, con l'abito
talare, le donne che innalzano inni a Cataldo definendolo "mantu
di l'afflitti…" Gente che piange per aver ricevuto
la grazia tanto attesa.
L'entusiasmo, la gioia quando il Santo accompagnato dai fedeli gira l'8
maggio mattina per le campagne, per i cantieri.
I volti irrigiditi e il grande silenzio che avvolge la piazza quando il
Santo tenuto sulle spalle da quattro marinai della Marina Militare Italiana
fa il suo esordio uscendo dalla porta centrale della chiesa e in processione
si avvia verso il mare dove una barca (sorteggiata tra tutte) addobbata
lo attende per il rituale giro sul mare.
Quanta devozione e quante gente durante la lunga processione che dal lungomare
vede il Santo attraversare la parte nord del paese e salire verso il Suo
Santuario dove dimorerà fino al 9 c.m. pomeriggio.
E la notte? La notte tra l'8 e il 9 i fedeli non lasciano solo il loro Cataldo
gli fanno compagnia con inni, canti e preghiere…
La mattina del 9 durante la S. Messa il parroco benedice i cesti strapieni
di cuddurreddi e noi fedeli tutti lì per averne almeno un pezzo da
portare ai malati agli anziani…
Il Santuario di Madonna di Mare si estende sul
promontorio dove lo Ionio gli fa da cornice.
Quel giorno oltre ai colori naturali della bella Calabria predominano anche
quelli delle "zagarelle" nastri colorati
che tutti indossano (il significato di questi nastri colorati mi sfugge)…
Tra canti popolari e note emesse dalle zampogne si da il via al "panegirico"
l'agape fraterna sotto gli ulivi una unica mensa per tutti senza alcuna
distinzione…
Al tramonto la Statua, per le vie della campagna e sostando per qualche
minuto davanti ai cancelli del cimitero, fa il suo ritorno verso il paese…
Dopo che la statua acclamata da una enorme folla entra in chiesa ha inizio
la famosa "riffa"…
Si, vengono messi all'asta tutti i prodotti che i fedeli hanno offerto al
Santo. C'è di tutto dal vino prodotto tipico del luogo alle cose
più impensate come boccali decorati a mano da ditte tedesche, la
devozione a questo Santo fa fare di tutto…
Il terzo giorno ossia il 10 c.m. la statua del Santo con una solenne processione
passa per le vie del paese. Verso il tramonto le massime autorità
vanno incontro al Santo sulla via principale e accompagnano la Statua fino
in piazza dove dopo i discorsi del Sindaco e del parroco tra gli applausi
della folla entra in chiesa con lo sguardo rivolto ai suoi fedeli…
Cataldo l'amico, il santo, il confidente sembra come per miracoli che dica
"non disperate io sono con voi…"
Ancora oggi come negli anni cinquanta c'è chi scrive "Per
un pezzo di legno di nome Cataldo"